Juve, Vidal è ancora indispensabile?

Pubblicato il autore: Lorenzo Bettoni Segui

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E’ stato per tutta l’estate al centro di mille voci di mercato. Per tre mesi l’hanno visto tutti con la valigia in mano, pronto a partire per Manchester, sponda United. Per altrettanti mesi (e pure di più) Marotta l’ha confermato: Arturo Vidal è un giocatore indispensabile per la Juve e non si muoverà da Torino.
Il DG è stato di parola; ma oggi, Vidal, è ancora indispensabile per la Juventus?
Le prestazioni del cileno, inutile negarlo, non sono quelle a cui ha abituato i tifosi bianconeri negli ultimi tre anni, soprattutto a causa del famoso infortunio al ginocchio, risalente alla fine della scorsa stagione. Da quell’infortunio Vidal non ha mai recuperato al 100%.
In estate non ha avuto tempo di riprendersi dai postumi del’operazione, visto che ha giocato meno di un mese dopo i mondiali con la maglia del Cile, apparendo ovviamente in netto calo rispetto a tutta la stagione passata, la migliore giocata con la maglia della Juve.
La grande forza di Vidal è sempre  stata la sua esplosività. Nessuno, o almeno in pochi nel mondo, riuscivano a recuperare tanti palloni come lui ed avere, allo stesso tempo, una lucidità da attaccante sotto porta. Quando nella Juve di Conte mancavano i gol degli attaccanti, ci pensava sempre il cileno con le sue incursioni in area di rigore, oppure con i tiri dalla distanza.

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Vidal arriva alla Juve nella stagione 2011/2012 e si rivela subito indispensabile per la Juve, segnando 7 gol in Serie A e contribuendo al primo miracoloso scudetto della Juve di Conte.
Quell’anno segna un gol ogni 376′, (401′ considerate anche le due presenze senza reti in Coppa Italia)
L’anno successivo migliora notevolmente: 45 presenze stagionali, 15 gol ed 11 assist (un gol ogni 250 minuti)
Nella passata stagione fa addirittura meglio con 48 presenze, 18 gol e sei assist. Un gol ogni 200 minuti.
I numeri di questa stagione sono piuttosto in linea con quelli passati. Un gol ogni 311 minuti, 4 in 17 partite. Vidal ha segnato tutti i gol stagionali in Serie A, dove la sua media scende ad una rete ogni 201′.

La crisi di Vidal, quindi, non sta nelle prestazioni davanti al portiere, ma in quelle al centro del campo, dove, per un motivo o per l’altro, non è più il mastino degli anni passati. Vidal fa meno contrasti ed è meno nel vivo dell’azione, anche se nell’ultimo mese è stato spesso impiegato fuori ruolo (dietro alle due punte) e quindi non ha dovuto adempiere a particolari ruoli di copertura.
Quando contrasta Vidal è meno lucido. Spesso arriva in ritardo su l’uomo e nelle ultime due partite (contro Atletico e Samp) ha rischiato di essere espulso per doppia ammonizione. Pereyra sembra più a suo agio di lui dietro le punte, mentre dietro Pirlo, Marchisio e Pogba sono più in forma di lui o, almeno, offrono prestazioni più in linea con quelle degli anni passati.
Se il vero Vidal si rivelerà questo per tutta la stagione, allora Marotta a giugno potrebbe anche pensare che il cileno non sia così indispensabile per la Juve del futuro. Il valore del giocatore, infatti, è ancora intorno ai 40 milioni di euro ed i bianconeri potrebbero essere preoccupati per un’eventuale svalutazione del giocatore.

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Nel frattempo, però, c’è ancora mezza stagione da giocare e la differenza Vidal dovrà farla nei match decisivi, quelli dove negli anni passati timbrava sempre il cartellino.
Arrivati a dicembre, sarebbe troppo presto bocciare, come fa qualcuno, la sua stagione ed anche troppo facile scordarsi tre anni perfetti per colpa di sei mesi così così. 

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