Pierluigi Pardo: ‘Questa Juventus può battere il Borussia Dortmund’

Pubblicato il autore: Martina Carella Segui

Pierluigi Pardo
Roma – Torna oggi l’appuntamento speciale di SuperNews con esperti e giornalisti del mondo sportivo. L’ospite di oggi è Pierluigi Pardo, telecronista e conduttore del fortunato programma di Italia 1 ‘Tiki Taka’. Diversi gli argomenti affrontati con lui: dalla Serie A, alla Champions League. A conclusione dell’intervista, il numero uno del giornalismo sportivo italiano ha fatto anche il suo pronostico per la Serie A. Ugo Russo (Roma, 18 giugno 1950) è un giornalista e artista italiano, inviato della Redazione Sportiva del Giornale Radio Rai. È stata una delle voci storiche della trasmissione Tutto il calcio minuto per minuto ed è il giornalista in attività ad aver effettuato più radio-telecronache in carriera. Dopo oltre quarantadue anni di carriera, il giornalista ha commentato la sua ultima partita il 12 ottobre 2014

Buongiorno Pierluigi, ci racconti come è iniziata la tua avventura nel giornalismo sportivo?
E’ iniziato tutto nell’estate del ’96, quando mi trovavo in Inghilterra per l’Erasmus. Nel corso della partita Inghilterra – Scozia ho registrato una videocassetta contenente la mia telecronaca e l’ho inviata a Tele+: è piaciuta e mi hanno preso. E’ stato così che ho iniziato a lavorare prima per Tele + e poi per Stream. Qualche anno dopo è iniziata la mia avventura in Sky.

Oggi conduci il fortunato programma di Italia 1 ‘Tiki Taka’. Cosa rispondi a chi si dice certo della morte del talk show?
Io non credo che il talk show morirà. Certamente ci sono diversi fattori che hanno causato una diminuzione di interesse nei confronti di questo particolare format. Per esempio, il talk politico sta vivendo un momento di crisi perchè è venuta a mancare la logica della contrapposizione tra berlusconiani e anti-berlusconiani. Mi sembra che la dialettica politica in questo momento sia meno calda e di conseguenza il talk show politico perde fette di pubblico considerevoli. Inoltre, bisogna considerare che gli ascolti televisivi, rispetto al passato, sono molto più frammentati: l’offerta è aumentata e oggi è difficilissimo riuscire ad ottenere i risultati record a cui la tv di una volta era abituata. Per quanto riguarda ‘Tiki Taka’, se si considera che il programma si rivolge ad un pubblico di nicchia, quello appassionato di calcio, a me sembra già un miracolo che da un anno e mezzo riesce ad ottenere, in media, un buon 7% di share. Oggi, inoltre, è molto importante riuscire a costruire un brand riconoscibile e, da questo punto di vista, le soddisfazioni ci sono: la maglietta di ‘Tiki Taka’ è un oggetto di merchandising molto acquistato e questo mi rende felice. Il talk non è morto; in forme e con modalità diverse, è più vivo che mai.

Nel corso della tua carriera hai lavorato per le più importanti emittenti sportive italiane, tra cui Mediaset Sport e Sky Sport. La Rai è il tuo prossimo obiettivo?
No, direi di no. Non ho niente contro la Rai, però io amo fare le telecronache e in Rai di telecronache ce ne sono poche. Ci sono gli Europei e i Mondiali, ma non c’è il campionato, non c’è la Champions, non c’è l’Europa League e quindi, francamente, si tratta di un’azienda che non mi interessa. Io sto molto bene in Mediaset; si tratta di un’azienda che mi dà la possibilità di continuare a fare telecronache e, al contempo, sperimentare nuovi format come Tiki Taka.

Dopo Genoa – Roma e Juventus – Sampdoria, quale pensi possa essere il ruolo delle genovesi in questo campionato?
Sono la piacevole sorpresa di quest’anno ed entrambe hanno dimostrato di essere squadre molto solide, anche se diverse. La Samp ha vinto a Verona e pareggiato in casa della Juve: ciò dimostra che non si tratta di una meteora. Se questo basterà alla squadra per arrivare terza non lo so, ma mi sembra già un buon risultato. Il Genoa ha tantissimo talento, però è più umorale e vive delle cadute improvvise. Sono due bellissime realtà. A volte le squadre di calcio, con il loro successo, riescono a trasferire energia e serenità alle città che rappresentano e, considerato il dramma dell’alluvione che la città di Genova e la Liguria tutta hanno vissuto, mi auguro che la fortunata stagione sportiva che questa due squadre stanno vivendo possa risollevare una terra ferita da troppi problemi.

Prime della classe escluse, come vedi le altre nobili del calcio italiano? Napoli, Milan, Inter e Fiorentina: cosa ne pensi di queste squadre in versione 2014-2015?
La Fiorentina nelle ultime partite ha fatto bene, ma la situazione è molto fluida e da un momento all’altro lo scenario può cambiare completamente. La squadra di Montella ha avuto dei problemi: i viola hanno perso Rossi e Gomez e se a una squadra togli due giocatori così, togli tutto. In questo momento il Napoli e le milanesi mi sembrano le squadre che hanno maggiori difficoltà. Gli azzurri hanno la rosa adatta per arrivare almeno terzi e sarei davvero sorpreso se Benitez non riuscisse a raggiungere questo risultato.

Le milanesi sembrano aver perso appeal: cosa serve a Milano per far tornare in auge il suo calcio?
Servono investimenti perchè si tratta di due squadre che hanno una grande storia ma a cui, al momento, manca la qualità. I tifosi hanno grandi aspettative nei confronti delle società e dei calciatori e questo crea pressioni che non aiutano. In ogni caso, si tratta di club sportivi che hanno ancora un marchio importante e un brand che li rende appetibili per i top player provenienti dall’estero. Dal punto di vista tecnico, serve una rivoluzione e tante novità. Il Milan ha iniziato un nuovo percorso con Inzaghi, l’Inter si è ripresa Mancini. Il primo ha le caratteristiche di chi può fare bene; il secondo avrà bisogno di fare degli acquisti che rendano la squadra un po’ più simile a lui.

Champions ed Europa League: considerate le fortune e le sfortune dei sorteggi, quale squadra tra le italiane potrebbe darci più soddisfazioni?
Secondo me la Juve può battere il Borussia Dortmund ed è una squadra con le giuste qualità per portarsi avanti nella competizione, anche se non credo che abbia la forza per vincerla. Per quanto riguarda l’Europa League, secondo me le squadre italiane hanno tante possibilità, ma devono crederci. La Roma potrebbe essere distratta dall’obiettivo scudetto, ma sono convinto che Inter, Napoli, Fiorentina e Torino possano vivere una grande Europa League.

Vogliamo concludere con un pronostico. Solo un punto separa Roma-Juventus: chi vincerà il campionato?
E’ un pronostico difficile. Sono due grandi squadre, due club che onorano il calcio italiano; se il duello è così aspro e polemico è perchè sono molto forti entrambi. La Roma ha una superiore qualità estetica del gioco, mentre la Juve ha una cattiveria agonistica che i giallorossi non hanno. Secondo me le logiche legate alle rispettive aspirazioni saranno determinanti: la Juve dopo tre scudetti potrebbe anche decidere di spendere maggiori energie per la Champions League; la Roma, invece, con tutto il rispetto per l’Europa League, credo che abbia voglia di vincere il campionato e questo potrebbe fare la differenza.

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