Pruzzo shock: “A volte penso di farla finita”

Pubblicato il autore: Davide Grassi Segui

Pruzzo

“Ogni tanto penso che sia giunto il momento di togliermi dai co…, un po’ perché sono stanco, un po’ perché ho voglia di non rompere più le palle a nessuno. Ma poi accadono quelle cose che ti fanno pensare che è più forte lo spirito di sopravvivenza”.

È quanto si legge, con un po’ di sgomento, nel libro “Bomber”, l’autobiografia in cui Roberto Pruzzo, l’ex centravanti di Roma e Genoa, si racconta con con grande sincerità e spiega di dover fare a volte i conti con la depressione.

“L’uomo nero ogni tanto mi viene trovare, ma per fortuna ci sono i miei amici di Dezza, cacciatori di un paese vicino a Lucca. Amici di tutta una vita – spiega Pruzzo – che mi invitano a mangiare i tordi e le beccacce, quelli con cui cazzeggiamo tra uomini, gli stessi che riescono a farmi tornare il sorriso”.

E nel libro Pruzzo, centravanti di razza, uomo schivo e introverso, confessa anche di pensare più spesso alle occasioni perse che alle vittorie. Così ogni tanto nella sua mente scorrono le immagini della finale di Coppa dei Campioni persa all’Olimpico contro il Liverpool ai rigori.

È un bomber malinconico quello che emerge dal libro, è la storia di un grande centravanti, ma anche di uomo sensibile e di poche parole, che ha presto capito come nella vita il pallone sia solo una parentesi. Perché anche ai grandi campioni, come il suo ex compagno di squadra Agostino Di Bartolomei – pure lui schivo e silenzioso – può capitare di incontrare “l’uomo nero”. Ma raccontarlo, senza falsità e ipocrisie, significa essere uomini veri, coraggiosi. Vero, bomber?

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