Roma e quel maledetto 1-7, da allora solo 5 vittorie in 12 partite

Pubblicato il autore: Federico Sorrentino Segui

Maledetto quel 21 ottobre, il Bayern di Guardiola che maramaldeggia 1-7 all’Olimpico e la Roma che si sfalda. Non solo in campo, ma pure nella testa. La brillantezza di una volta sparisce, la Roma si scopre battibile, forse vulnerabile in letture tattiche che gli avversari decifrano nel modo giusto. Da quel giorno qualcosa si inceppa, la squadra spigliata e agile vista nei primi 14 mesi di Garcia non si vede quasi piú. Dodici gare giocate da allora e solo 5 vittorie; sette le frenate, 4 pareggi e 3 sconfitte. La Roma di oggi appare lenta e imprevedibile, involuta e lontana da quella che l’anno scorso giocava senza pressioni.

I cinque successi post-Bayern sono arrivati solo in campionato, tre in casa (Cesena 2-0, Torino 3-0, Inter 4-2) e due fuori (Atalanta 1-2, Genoa 0-1). Quattro i pareggi, quello in casa della Samp (0-0), gli ultimi due all’Olimpico (Sassuolo 2-2, Milan 0-0) e quello di Mosca col Cska (1-1). Ben tre gli stop, contro Bayern e City in Champions e a Napoli in campionato (tutte per 2-0). Numeri che evidenziano il calo di risultati dei giallorossi, ma forse non abbastanza l’involuzione della squadra. Di sicuro, in questo periodo, la Roma ha perso la Champions League e alcune sicurezze dietro alla rincorsa della Juventus in Serie A.

Al di là delle discussioni arbitrali che animano i corridoi di Trigoria da ormai quasi tre mesi (Juventus-Roma 3-2, 5 ottobre), si deve comunque segnalare un’involuzione nel gioco della Roma. L’impressione é che alcune squadre abbiano preso le misure alla squadra di Garcia, quasi mai vincente con le big quest’anno (battute Fiorentina e Inter, ma problemi due volte contro il Bayern, due volte contro il City, Juventus, Napoli, Milan). E’ un problema, se si vuole fare strada in Europa League – e magari vincerla – la Roma deve imparare a battere anche avversari di grosso calibro che presto potrebbero manifestarsi anche in Europa.

Schiacciata da numerosi infortuni ad inizio stagione, é ora la condizione atletica a preoccupare. La Roma dura sempre un’ora, a volte un tempo, poi lascia inevitabilmente campo agli avversari. DeSanctis ha palesato incertezze (Cska Mosca, Sassuolo), Maicon e la mancanza di un terzino sinistro affidabile hanno contribuito al periodo non felice. A centrocampo il solo Nainggolan non puó bastare per una stagione cosí lunga, DeRossi e Pjanic non garantiscono continuità di rendimento. Davanti Gervinho é il pericolo numero uno perchè disorienta le difese avversarie col suo istinto ma spesso é confusionario sotto porta, dove Totti non trova più la rete da inizio campionato (solo 2 gol su rigore). Le lune storte di Destro e il mancato inserimento di Iturbe hanno fatto passare sotto silenzio anche i lampi di Ljaijc.

La parola passa ora al mercato dove Sabatini è chiamato a fare la voce grossa. Si dovrà trovare un sostituto per Castan, il cui ritorno pare incerto almeno per quanto riguarda i tempi esatti, e poi capire come muoversi in attacco. Destro vorrebbe lasciare la capitale, ma trovare a gennaio un centravanti capace di fare la differenza non è facile. Di sicuro la dirigenza giallorossa dovrà operare nel mercato considerando che la coppa d’Africa priverá la squadra, per quasi un mese, di due pedine fondamentali come Keita e Gervinho.

  •   
  •  
  •  
  •  
Tags: