Sorteggi Champions, le possibili avversarie della Juve ai raggi X

Pubblicato il autore: Andrea Sicuro Segui

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Si compirà domani alle 12 a Nyon il destino della Juventus di Massimiliano Allegri, unica superstite del calcio italiano negli ottavi della Champions League 2014/ 2015. In virtù del secondo posto ottenuto nel girone alle spalle dell’Atletico Madrid vice- campione d’Europa, per i bianconeri ci vorrà una buona dose di fortuna per evitare un possibile incrocio da brivido contro una delle corazzate in gioco: su tutte, ovviamente il Real Madrid campione in carica, che con Ancelotti ha trovato una quadratura del cerchio sintetizzata dalle 20 vittorie di fila ottenute tra campionato e coppe, le cui molte stelle  a disposizione (partendo da CR7, papabile Pallone d’Oro anche quest’anno) fanno pendere per distacco la bilancia dei pronostici dalla parte delle merengues per la riconquista del titolo; subito, ma di poco, il Bayern Monaco di Guardiola, massima espressione del calcio tedesco campione del Mondo, a cui non mancano certamente gli uomini per impensierire gli spagnoli nella strada verso la finale (i Robben, Ribery, Gotze, Muller e Lewandowski che tanto hanno fatto ammattire la Roma nella serata dell’1-7 all’Olimpico, che tanto ha ricordato la semifinale mondiale di Belo Horizonte tra Brasile e Germania). Questi i due pericoli maggiori da evitare per la Juve nell’urna  dei sorteggi, partendo dal presupposto che per fare strada in Europa prima o poi bisogna affrontare anche questi avversari ma al momento ci vorrebbe un atto di fede incondizionato nel prevedere un approdo dei bianconeri tra le prime 4 d’Europa. In seconda fila ci sono Chelsea e Barcellona, con quest’ultima che si fa preferire: la squadra di Mourinho, rinforzata dagli arrivi in estate della spina dorsale dell’Atletico di Simeone (Courtois, Filipe Luis, Diego Costa), del figliol prodigo Drogba e di Fabregas in esubero proprio dal Barca, sembra più completo dei catalani che, nonostante l’ingaggio di Luis Suarez, manifestano ancora qualche crisi di rigetto dopo il felice quadriennio guardiolano che successi e ammirazione in tutto il mondo ha mietuto; individualmente la qualità tecnica degli spagnoli non si discute, sebbene sia molto più davanti che dietro, ma certo é che i livelli raggiunti dal tiki taka e dalla perfezione dell’organizzazione di gioco blaugrana sono ormai un lontano ricordo.

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Barca che rimane comunque un rivale scomodo anche perché sapere di contare su un fenomeno che da solo ti può far vincere le partite é sicuramente una utile cartina di tornasole: Leo Messi, capace di segnare 75 reti nella storia della Champions League e di affermarsi come il miglior marcatore della massima competizione europea, che con Neymar e Suarez forma un trio d’attacco micidiale, una volta oliati tutti i meccanismi. Dovessimo scegliere per la Juve preferiremmo piuttosto un Borussia Dortmund, lontano parente della squadra finalista nella Champions di due stagioni fa: la truppa di Klopp, che in campionato naviga in brutte acque sfiorando la zona retrocessione, finora ha convinto più in Europa tanto da aggiudicarsi il primo posto davanti all’Arsenal, altra grande in crisi; causa i tantissimi infortuni (il suo uomo migliore, Marco Reus, starà fuori a lungo), i gialloneri tra le grandi sono la rivale più abbordabile. Premettendo che prima di febbraio molte cose possono cambiare, e pertanto parlare di rapporti di forza esistenti rappresenta un esercizio rischioso, il sogno più grande per i tifosi bianconeri sarebbe quello di pescare una tra le ultime due rimaste: il Porto e il Monaco. Soprattutto quest’ultima che, dopo aver subito in estate un netto ridimensionamento tecnico ed economico con le cessioni a peso d’oro di Falcao e James Rodriguez, ha saputo pian piano ritrovarsi e si é piazzata al primo posto di un girone, va detto, riconosciuto come il più abbordabile di tutta la Champions (formato da Bayer Leverkusen, Zenith e Benfica): i monegaschi sono forse la speranza nel cassetto di tutte le seconde, anche in ragione della loro scarsa esperienza internazionale recente (a parte la finale di Champions del 2004). I portoghesi rimangono un osso duro per chiunque con individualità importanti come l’attaccante Jackson Martinez e a molti ricorda il Benfica, avversaria della Juve nella semifinale di Europa League della passata edizione: squadra inferiore sulla carta ma capace di imporsi a sorpresa nel doppio confronto. Questo é quello che dovrà evitare la squadra di Allegri nel caso in cui per una volta la dea bendata non decida di chiudere un occhio: non sentirsi già qualificata, ma dimostrare la propria superiorità sul campo e mantenere a galla il ranking Uefa che continua a subire infliggere picconate all’autostima del nostro calcio…

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