Diamanti, prime parole viola: “La Juve? Si dice il peccato ma non il peccatore…”

Pubblicato il autore: Lorenzo Bettoni Segui

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Ieri ha assistito alla prima partita della Fiorentina da giocatore Viola, oggi è stato presentato ufficialmente a stampa e città, anche se a Firenze, Alessandro Diamanti, è praticamente di casa. Indosserà la maglia viola  numero 18: “Quel giorno è nata la mia prima figlia, poi ho mischiato qualche numero fortunato ed ho scelto tra i numeri disponibili, non tanti”.

DIAMANTI, PRIME PAROLE VIOLA: RITORNO A CASA

Il campionato cinese è terminato il 15 dicembre e Diamanti era in Italia quando ha saputo dell’interesse di molte squadre di Serie A. “Passare da 12 mila chilometri a 12 chilometri da casa è un record -scherza Diamanti che abita a Prato, a pochi chilometri da Firenze. Ieri ho visto la partita allo stadio e mi sono emozionato, perché ho molti amici e tifosi viola. Non mi pongo obiettivi e cercherò di dare sempre il massimo, è questa la mentalità che mi ha portato in nazionale.”
In realtà, quello di Diamanti non è un vero e proprio arrivo, ma si tratta di un ritorno, visto che dodici anni fa Diamanti giocò nella primavera della Fiorentina con 3-4 apparizioni in prima squadra. “Mi dicono tutti ben tornato, ma io qui in realtà non ci sono mai stato. Feci qualche apparizione con la prima squadra perché ero un po’ più bravino degli altri, essere tornato vuol dire che ho lavorato bene negli ultimi anni.”

DIAMANTI, PRIME PAROLE VIOLA: FIRENZE, GOMEZ, LA NAZIONALE
“Ieri ho visto una bella partita. Gomez è un grande giocatore, ma non è con il mio arrivo che cambierà tutto. Lo deve aiutare tutta la squadra, ma i grandi campioni come lui si riprendono dai tempi duri molto più facilmente. La Fiorentina è una grande sfida, ho parlato con molti amici che sono passati di qua negli ultimi anni, da Dainelli a Gilardino, che è come mio fratello ed è innamorato di Firenze. La Fiorentina di quest’anno può vincere contro chiunque. Io sono qui per aiutare la squadra e dare il massimo, sto bene fisicamente e sono al massimo delle mie forze. La nazionale? Se si gioca bene nel proprio club si può vincere, io sono qui per migliorare e dare sempre il massimo. La convocazione in nazionale me la devo meritare domenica dopo domenica.

DIAMANTI, PRIME PAROLE VIOLA: LE ALTRE SQUADRE E LA CARRIERA
“Negli ultimi anni credo di aver fatto abbastanza bene. Al West Ham segnai 8 goal da centrocampista, in una squadra normale, ma non avevo molto nome, così come a Brescia quando venni offuscato dalla retrocessione della squadra. A Bologna ho dato tanto ed il Bologna ha dato tanto a me. Due o tre anni fa potevo andarmene da Bologna per approdare in una grande squadra, ma decisi di rimanere, sono un po’ strano per queste cose. Anche la decisione di andare in Cina è stata per cercare un’esperienza diversa. Se mi ha cercato la Juve? Si dice il peccato, ma non il peccatore. Adesso sono in una grande squadra.”

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