Italia, cercasi generazione anni ’80

Pubblicato il autore: Lorenzo Bettoni Segui

pirlo buffon

Cristiano Ronaldo ha vinto il Pallone d’Oro 2014, il terzo del campione portoghese nella sua carriera, come Platini e Van Basten. Ronaldo compirà 30 anni nel 2015; i suoi sfidanti, Messi e Neuer, rispettivamente 28 e 29. Sono tutti nati alla fine degli anni ’80, la generazione che l’Italia calcistica ha perso. La generazione degli anni ’70, infatti, quella dei Buffon, Pirlo, Totti, Del Piero, Gattuso e quasi tutti quelli che ci hanno portato in cima al mondo nel 2006, al momento, non ha eredi.
Negli studi di Sky, ieri, durante la cerimonia di premiazione a Ronaldo, gli ospiti in studio si chiedevano: a chi daremmo il Pallone d’Oro se dovessimo scegliere un italiano? I nomi più plausibili, sono stati sempre gli stessi: Buffon e Pirlo, classe 1978 e 1979, la generazione che per ovvi motivi anagrafici si sta estinguendo.

ITALIA, CERCASI GENERAZIONE ANNI ’80: IL CONFRONTO CON IL PASSATO
Certo, quella generazione è stata eccezionale. La cucciolata di giocatori sopracitati ha portato l’Italia alla finale di Euro 2000, alla vittoria del mondiale nel 2006 e molti di loro c’erano anche agli europei di Ucraina e Polonia, persi, anche quelli, in finale. Se andiamo a dare un occhio ai calciatori nati negli anni ’80, si fa davvero fatica a trovare gente paragonabile ai loro predecessori, nati negli anni ’70. De Rossi, Marchisio, Chiellini e Barzagli (quando non era rotto) sono forse gli unici in grado di non arrossire al confronto.
La situazione degli attaccanti è addirittura tragica: Giovinco, Osvaldo, Matri (per fare tre nomi) avrebbero dovuto essere i nuovi Del Piero, Totti e Inzaghi (o Vieri) e invece sono quasi tutti arrivati a trent’anni senza nemmeno che ce ne accorgessimo, accendendosi per sei mesi e perdendosi per due anni.

ITALIA, CERCASI GENERAZIONE ANNI ’80: I LIMITI CARATTERIALI
Dovranno esserci dei motivi, certo. Alcuni possono essere tecnici, altri, inevitabilmente, caratteriali. E’ possibile che il confronto costante con i loro predecessori abbia bruciato le nuove leve ancor prima che dimostrassero qualcosa. Prendiamo Darmian, nato il 2 dicembre del 1989. Nella Primavera del Milan era considerato “il nuovo Maldini” e gli ci sono voluti anni per togliersi quest’etichetta di dosso. Darmian è andato a farsi le ossa, si è tolto dalle spalle il peso di dover essere “il nuovo qualcuno” ed in provincia è diventato il miglior terzino italiano.
L’erede di Del Piero alla Juventus, di fatto, è stato un altro trentenne, straniero, Carlos Tevez, Totti è sempre alla Roma, mentre Inzaghi è sulla panchina del Milan, alla ricerca del nuovo se stesso. Non c’è dubbio che oltre ad essere più scarsa tecnicamente,  la generazione anni ’80 abbia subito anche la pressione di dover sostituire i grandi del passato; la stessa pressione che Del Piero e Totti non hanno avuto quando c’è stato da sostituire Baggio e Giannini (per fare due nomi).
Paradossalmente l’unico che non ha avuto questo problema, ma il problema opposto, è stato l’unico tecnicamente paragonabile ai grandi del passato: Antonio Cassano. Fantantonio, facendo quasi sempre il minimo nella sua carriera, è arrivato a giocare nel Real Madrid ed ha forza di cambiare sempre aria e ripetere “se sbaglio anche qui sono da galera”, è arrivato a più di trent’anni senza aver vinto coppe che i suoi piedi meritavano, ma la sua testa no (nemmeno da comprimario, lui che lo poteva fare da protagonista).
ITALIA, CERCASI GENERAZIONE ANNI ’80: COSA CI ASPETTA
Gli atri, i vecchi giovani, sono infilati in una sorta di ansia da prestazione, dalla quale non sono più riusciti a venir fuori, incastrando di conseguenza tutto il movimento calcistico italiano, non completamente esente da colpe (ma questo è un altro discorso).
La longevità di un giocatore è ora di molto superiore a quella dei 30-32 anni, cioè quando gli atleti, solitamente, imboccavano il viale del tramonto. Ronaldo, come detto, compirà 30 anni tra qualche mese ed è nel pieno della sua maturazione calcistica. Di viale del tramonto nemmeno l’ombra, né per lui, né per i suoi sfidanti al Pallone d’Oro. Non aspettiamoci, quindi, che questo trend stia per terminare.
Oggi, nel 2015, è il momento il cui i giocatori nati negli anni ’80 sono al top della loro condizione ed alcuni preparano già la strada ai nuovi, quelli degli anni ’90. I nostri giocatori nati in quel periodo, invece, si stanno facendo largo avendo come chiocce ancora i “nonni” Pirlo, Buffon e Totti. I vari Immobile, Zaza, Berardi, Destro, Florenzi, Verratti, Rugani, Romagnoli, Perin, Donati, Sirigu e lo stesso Darmian dovranno trainare un movimento che è rimasto fermo da più di dieci anni.

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