L’evoluzione tattica di Rooney, da attaccante a centrocampista

Pubblicato il autore: Lorenzo Bettoni Segui

rooney attaccante centrocampista manchester united

Wayne Rooney arriva al Manchester United  dall’Everton nell’agosto del 2004, a diciannove anni. All’epoca è uno degli attaccanti più promettenti della Premier League, dove si è messo in mostra grazie alla sua prima rete in assoluto: un super gol all’ultimo minuto contro l’Arsenal“Remember the name, Wayne Rooney!”,  urla il telecronista impazzito, dopo il gol di questo ragazzino inglese allo storico portiere dell’Arsenal David Seaman.
L’anno successivo al suddetto gol, come è noto, Wayne è alla corte di Sir Alex e gioca all’Old Trafford.
Dal suo arrivo allo United sono passate 458 partite, 224 goal e 192 assist. Van Nisterlooy, Cristiano Ronaldo, Tevez, Van Persie, Owen, Solskjaer, Saha, Larsson, Welbeck e tutti gli attaccanti che hanno vestito la maglia dei Red Devils negli ultimi dieci anni, hanno fatto tandem con Rooney.

Ci sono state domeniche in cui il tecnico Sir Alex Ferguson arretrava Rooney dall’attacco alla trequarti, perché capace di inserirsi negli spazi, calciare da lontano e soprattutto perché Rooney ha sempre avuto così tanto fiato da poter aiutare il centrocampo ed al tempo stesso fare la differenze in attacco. Un giocatore che sa sacrificarsi, che ama sacrificarsi per la squadra e questo, paradossalmente, lo ha penalizzato nel corso della carriera dal punto di vista realizzativo.
Con l’arrivo di Luis Van Gaal sulla panchina dello  United, l’evoluzione tattica di Wayne Rooney sembra completa. In questa stagione Rooney ha giocato più partite da centrocampista che non da attaccante: dieci volte è partito dal centro del campo, sei dall’attacco. Inizialmente è stato impiegato come centrocampista offensivo, come con Ferguson, nell’ultimo mese e mezzo, come mediano accanto a Carrick, nel 3-5-2 di Van Gaal. Se si prende ad esempio lo stesso modulo utilizzato dalla Juve di Conte, Rooney è stato utilizzato per fare il Vidal del Manchester United. Il cileno, non a caso, è stato a lungo oggetto dei desideri dello United. Nonostante il ruolo arretrato, Rooney mantiene una buona media reti (8 gol e 4 assist in 16 presenze) e la sua duttilità permette a Van Gaal di risolvere un rebus non da poco, ovvero far giocare i suoi assi tutti insieme: Mata, Falcao, Van Persie e Wayne Rooney.

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