Cerci si sfoga: tradito dal Milan

Pubblicato il autore: Simone Braconcini Segui

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Non esiste nessun virgolettato del calciatore in tal senso, questo è bene precisarlo. Ma la tensione, fra Cerci e il Milan, cresce di ora in ora. Storia di promesse disattese e di un inizio di 2015 che non era nei patti. Alessio Cerci aveva accettato con grande entusiasmo di trasferirsi al Milan. Contava sulla stima della società e di Inzaghi. E aveva ricevuto, ovvio, anche qualche rassicurazione. Parlare di promesse sarebbe sbagliato, ma qualche discorso in tal senso si era fatto. Cerci voleva giocare, dopo la parentesi di panchina e tribuna all’Atletico Madrid. Il Milan si era detto pronto ad accontentarlo. Posto quasi assicurato e trampolino di rilancio a sua disposizione. Si era detto che Cerci sarebbe stato il fiore all’occhiello del nuovo Milan. Il trascinatore. Ora Cerci si sente “tradito”. Le promesse reciproche, sono state disattese, unilateralmente, da Inzaghi. Le ultime presenze sono state un incubo: appena tredici minuti in campo contro l’Empoli, sei con il Cesena. Una miseria per uno che aveva accettato di tornare in Italia per essere titolare e protagonista. Il Milan tace, affida tutto ad Inzaghi e, ai malumori di Cerci, risponde che è l’allenatore che decide. Ma a Cerci non va giù soprattutto una cosa: che Inzaghi dica che lo lascia fuori per scarsa forma, scarsa condizione fisica. Cerci è infastidito da questa storia, che lui reputa del tutto sbagliata. Lui si sente in condizione. Lavora come gli altri e vorrebbe più spazio. Uno spazio che gli viene negato. Il malumore di Cerci è alle stelle. Certificato anche dalle dichiarazioni della sua compagna, che hanno gettato in un qualche imbarazzo Galliani che non ha voluto commentare. Non manca poi molto alla fine della stagione. E Cerci si sente già tradito. Tradito dal Milan. Poteva essere una bella storia, quella fra Cerci e il Milan. Peccato che non sia neppure iniziata.

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