Il Milan cambia pelle, ma il calciomercato non basterà per la Champions

Pubblicato il autore: Lorenzo Bettoni Segui

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Il Milan cambia pelle grazie al mercato di gennaio. Il girone di andata è passato con Inzaghi intento a far quadrare il cerchio attorno ad una formazione che spesso e volentieri è stata cambiata di partita in partita. Il 4-3-3, sia con Torres che con Menez, è stato spesso alternato al 4-2-3-1. I nuovi acquisti di gennaio (e la visita di Sacchi?) hanno cambiato ancora la pelle del Milan, che nell’ultimo match contro il Parma ha sfoggiato il “nuovo” 4-4-2.
Il calciomercato rossonero, paradossalmente, non ha toccato il reparto che forse aveva bisogno degli investimenti più importanti, ovvero il centrocampo. Galliani stava per replicare con l’Atalanta l’affare dell’ultimo minuto fatto con Bonaventura la scorsa estate, ma il discorso si è spostato a giugno. L’arrivo del talentino dell’Atalanta comunque difficilmente sarebbe bastato (e basterà) per far tornare il Milan ai livelli di gioco dell’era di Inzaghi giocatore, ovvero, i livelli che competono al Milan.

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Dietro sono arrivate tante scommesse, da Bocchetti che non giocava una partita da ottobre, a Paletta che è recentemente tornato dopo un lungo infortunio, ma che nelle sue uscite con la maglia del Parma è sembrato tutto, tranne che in forma. Potrebbe giocare a suo favore il fatto di non avere più davanti a sé i totem del Milan che fu, ma difensori come Alex e Rami, che possono valere l’italo-argentino.
L’unico acquisto spendibile nel pacchetto arretrato è quello di Antonelli, che arriva dal Genoa in prestito con diritto di riscatto, oltre ad essere l’unico ad avere il posto praticamente assicurato nei quattro di difesa.
La difesa tipo del Milan, dopo il calciomercato di gennaio, potrebbe essere: Abate, Alex, Rami, Antonelli.
Al centro del campo Montolivo e De Jong non hanno visto alterate dal calciomercato le loro quotazioni, mentre Honda e Cerci si giocano la titolarità sulla fascia destra, visto che sulla mancina dovrebbe agire quasi sempre Bonaventura, sacrificando la fantasia sull’altare dell’equilibrio tattico.
In avanti la coppia è presto fatta: Destro e Menez sono potenzialmente uno dei migliori tandem del campionato, almeno per questi sei mesi, visto che se a giugno il Mila vorrà tenersi l’ex attaccante di Inter e Siena dovrà sborsare alla Roma 16 milioni di euro. L’ex giallorosso sarà una spalla importante per Menez, che è già a quota 12 gol in campionato, ma ha anche già dato ampia dimostrazione di come il suo cruccio maggiore, la continuità di prestazioni, continui ad essere un problema non risolto.

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A livello di nomi, il mercato di gennaio ha probabilmente rafforzato il Milan. Difficile dire lo stesso per ciò che riguarda organizzazione e qualità generale della squadra. E’ difficile valutare, adesso, se il mercato di gennaio abbia rafforzato o indebolito il Diavolo. Di certo c’è che anche quest’anno il terzo posto resterà un miraggio e che raggiungere l’Europa League resterà l’unico obiettivo fattibile, anche per il Milan 2.0 di questa stagione. Anche il Milan che vedremo nei prossimi sei mesi non vale Lazio, Napoli, Samp e Fiorentina, quattro squadre che hanno qualità ed organizzazione in più rispetto al Diavolo, per entrare in Champions League. Dopo la prestazione così così contro il Parma Inzaghi potrà testare la nuova pelle del Diavolo sabato sera contro la Juve allo Juventus Stadium, non certo l’avversaria più accomodante, considerato anche che l’acquisto più importante della sessione invernale, Mattia Destro, sarà out per squalifica.

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