Parma a un passo dal fallimento dopo il rinvio con l’Udinese

Pubblicato il autore: Danilo Montefiori Segui

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Parma Udinese, a suo modo, è un match storico per la serie A. Mai prima d’ora una partita in calendario nella massima serie era stata rinviata a causa della mancanza dei fondi necessari a garantire lo svolgimento del match. Sebbene il prefetto di Parma Forlani avesse suggerito di disputarla a porte chiuse il presidente federale Tavecchio si è messo di traverso decidendo per il rinvio. Quale futuro attende quindi il Parma calcio? La soluzione più probabile parrebbe quella di un fallimento gestito “dall’alto” grazie a cui la società potrebbe mettere all’asta il titolo e il nuovo acquirente dovrebbe pagare i debiti ma la società terrebbe la Serie in cui si trova (A in caso di salvezza o B in caso di retrocessione).

Le cause che possono portare al “fallimento” sono: per richiesta dalla Procura, per la richiesta dei creditori o per l’iniziativa della società che porta la contabilità in Tribunale. Se questa opzione non dovesse andare in porto l’unica alternativa sarebbe la ripartenza dai dilettanti del club e l’azzeramento di tutto. Il presidente Manenti nel frattempo continua a rassicurare tutti sull’arrivo  dei soldi, previsto per lunedì. Ma ormai, da quelle parti, in pochi ci credono, a partire dai calciatori. Di certo c’è solo che nel 2006 i debiti del Parma erano 16 milioni di euro complessivi mentre oggi tocca quota 197 milioni. Nella storia del campionato di A, come dicevamo, mai era accaduta una simile eventualità, se non in forme differenti. Nel 1933 il Monfalcone si ritirò a metà stagione per motivi finanziari e nel 1943 sbarcarono gli alleati in Sicilia ed il Palermo non potè completare il campionato. Altri tempi, altri soldi e altre storie.

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