Amarcord: Milano troppo lontana dall’Europa

Pubblicato il autore: Andrea Chiavacci Segui

derby milan inter

Milano così lontana dall’Europa si era vista poche volte. Nell’anno in cui la città apre le porte, non senza polemiche, al Mondo con l’Expo il calcio cittadino conosce una crisi clamorosa. A pochi giorni dal derby di ritorno le squadre di Inzaghi e Mancini mettono insieme appena 83 punti, la Juventus da sola ha già raggiunto quota 70, e nella classifica per città sopravanzano solo Verona e sono dietro a Torino, Roma e alle due genovesi. In passato rossoneri e nerazzurri hanno conosciuto periodi no: una brutta metà anni 70 per entrambe, lo scandalo del calcio scommesse che mandò il Milan in B nel 1980, poi due stagioni dopo anche sul campo, i difficili anni 90 dell’Inter con una salvezza stiracchiata nel 1993-’94 dove comunque alzò al cielo di San Siro la Coppa Uefa. Il Milan sette giorni dopo ad Atene invece festeggerà la quinta Coppa Dei Campioni, la terza dell’era Berlusconi, l’unica di Fabio Capello. Anche l’Inter poi ritroverà la gloria europea con Moratti nel 2010 a Madrid. La doppietta di Milito e l’addio di Mourinho. Da lì il lento declino e nell’ultimo quinquennio solo il Milan di Massimiliano Allegri ha vinto uno scudetto precedendo il dominio juventino.

Alla fine però la bandiera di Milano in giro per l’Europa c’è sempre stata. La prossima stagione la cosa sarà molto difficile. Per trovare una stagione così difficile per entrambe bisogna tornare indietro di quasi 30 anni, fino alla stagione 1985-’86. Era un altro calcio e un altro mondo. Si giocava ancora con due punti a vittoria e l’Italia si apprestava a difendere il titolo di campione del mondo in Messico e un muro  divideva l’Europa. Soprattutto il mondo del calcio era ancora scosso dalla strage dell’Heysel.

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L’estate del 1985 doveva essere quella del rilancio delle milanesi. Il Milan aveva chiuso la stagione precedente con un buon quinto posto e ripartiva dall’acquisto di Paolo Rossi vecchio pallino del presidente Giuseppe Farina ai tempi in cui i due erano a Vicenza. Conferme per il grande barone Nils Liedholm in panchina e per gli inglesi Hateley e Wilkins. L’Inter delusa dal terzo posto e dalla Coppa Uefa gettata in semifinale con il Real Madrid, con il ricorso rigettato per la biglia che colpì Bergomi al Bernabeu, punta su un altro eroe mundial come Marco Tardelli, anche lui dalla Juve,  e da due assi del Verona campione d’Italia: il terzino Marangon e l’ala destra Pierino Fanna. In attacco due garanzie come spillo Altobelli e Kalle Rummenigge.

La Juventus scappa via fin dall’inizio e le due milanesi vanno a corrente alternate soffrendo per gli acciacchi di tanti big. Uno tra tutti Paolo Rossi che debutta solo il 3 novembre nell’1-0 di San Siro al Pisa firmato da un colpo di testa di Virdis. L’Inter alterna grandi prove a debacle clamorose come il 3-0 di Firenze. L’1-1 con il Napoli del 10 novembre costa la panchina a Ilario Castagner e il presidente Ernesto Pellegrini chiama al suo posto una leggenda degli anni 60 come Mariolino Corso. Il derby di andata si disputa il primo giorno di dicembre e comunque le due squadre vi arrivano da seconde in classifica con 14 punti a cinque punti dalla Juventus e appaiate con il Napoli di Maradona. San Siro è strapieno e il Natale è alle porte. Liedholm non ha problemi a mangiare il panettone e Rossi sente subito che può essere la sua giornata. Passano 5 minuti e pablito va subito in gol di destro sfruttando un passaggio al volo di Virdis su cross da sinistra di Evani. L’Inter fa giocare un acciaccato Rummenigge ma ci pensa l’intelligenza calcistica di Liam Brady a illuminare il gioco. Al 29′ l’irlandese serve Cucchi che scatta in area, supera Terraneo però perde l’attimo ma Altobelli è li e non sbaglia. La gara è bellissima e ricca di occasioni da ambo le parti. Nella ripresa parte meglio l’Inter, mentre il Milan del tridente fatica a far scattare la trappola del fuorigioco. Altobelli si guadagna un rigore al 65′ che un glaciale Brady trasforma mandando la palla da una parte e Terraneo dall’altra. Si scuote il Milan e Rossi ha un gran riflesso su un tiro al volo di Agostino  Di Bartolomei su cui blocca la sfera e gira in rete stavolta con il sinistro. Il pari non accontenta i rossoneri che sfiorano il gol vittoria con Hateley e Di Bartolomei al 90′ ma Zenga è prodigioso e finisce nel modo più giusto. Un 2-2 che vede però scappare la Juventus di Trapattoni. Un derby però da ricordare soprattutto per un certo Paolo Maldini che gioca la sua prima sfida stracittadina in campionato.

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Il 6 Aprile del 1986 è tutta un’altra storia. La Juve si gioca lo scudetto con la Roma che sta cercando di portare a termine una rimonta incredibile e le milanesi sono in difficoltà. Di posti in Uefa dal campionato ce ne sono 3. Il Milan è quarto con 30 punti, l’Inter sesta con 27. I rossoneri ad inizio anno vivono una svolta storica. Farina mette in vendita la società in grossa difficoltà. Dopo un lungo tira e molla e l’opposizione anche del golden boy Gianni Rivera il Milan viene acquistato da Silvio Berlusconi. Il primo derby per il presidente rossonero è amaro. Partita bruttissima e risolta da un gol in mischia al 77′ del giovane Minaudo che aveva sostituito Marangon. Giuseppe Minaudo, siciliano di Mazara Del Vallo, 19 anni appena compiuti e promessa del vivaio nerazzurro vive la sua giornata perfetta. Una vittoria che bissa il 3-1 al Real di pochi giorni prima ma è solo una piccola illusione. I nerazzurri cadono ancora a Madrid nel ritorno della semifinale Uefa, 5-1 ai supplementari con lo scatenato Santillana due volte a segno, e in campionato le cose vanno anche peggio. L’Inter chiude sesta con 32 punti e il Milan settimo con 31 dopo i pareggi per 0-0 con la Sampdoria e per 1-1 con l’Atalanta. Milano fuori dall’Europa. La Roma perde lo scudetto dopo un clamoroso rovescio in casa con il Lecce e la Juve mette il ventiduesimo tricolore. A giugno però i giallorossi vincono la Coppa Italia e liberano un posto regalando il pass europeo all’Inter che ha già scelto Giovanni Trapattoni come nuovo allenatore.

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Adesso è un altro mondo ed è ancora più difficile tornare grandi. Milano senza Europa sarebbe una grossa perdita per un calcio italiano già in difficoltà, ma al di la di come vada a finire quello di domenica prossima è sicuramente il derby meno attraente degli ultimi anni, almeno alla vigilia. Starà ai protagonisti renderlo interessante. Sveglia, la primavera è già arrivata e molti, su entrambi i lati del naviglio, devono meritarsi la conferma e magari prendersi un momento di gloria come la meteora Giuseppe Minaudo o tornare grande per un pomeriggio come Paolo Rossi. 

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