Doumbia, un gol e torna il sorriso all’ivoriano che voleva mollare tutto

Pubblicato il autore: Simone Braconcini Segui

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Sassuolo-Roma: l’abbraccio dei compagni al minuto numero sei del primo tempo è il manifesto di quanto Seydou Doumbia sia amato dai compagni. L’abbraccio al minuto sei verrà ricordato come il suggello al primo gol italiano dell’ivoriano, finalmente sbloccatosi dopo mesi di cocenti delusioni. E di incredibili difficoltà. Era quasi sull’orlo di una crisi di nervi, Seydou Doumbia. Un periodo nerissimo: prima il mal di schiena, poi lo scetticismo e l’ironia dei tifosi che (gesto di una mancanza di rispetto senza precedenti) lo avevano addirittura fischiato in occasione della sua prima apparizione in maglia giallorossa, quel 15 febbraio nella gara contro il Parma all’Olimpico. Ma i guai non finivano qui, per Doumbia: la storia del riscaldamento soft prima di entrare in campo contro l’Inter a San Siro, ha fatto il giro del web. A difenderlo solo Rudi Garcia, che ha definito “rovistare nella spazzatura” quel tentativo di mettere in cattiva luce un ragazzo in difficoltà. Seydou Doumbia stava sprofondando sempre di più in panchina, in preda ai suoi pensieri e alle mille delusioni di un’avventura che lui credeva diversa. Già, i suoi pensieri. C’è chi racconta che Doumbia avesse anche pensato di mollare tutto, di andare via, di alzare bandiera bianca. In barba a una cessione a titolo definitivo, a un ricco contratto firmato fino al 2019. Ma la pressione era troppo forte. L’ilarità dei tifosi lo aveva ferito. Il gol gli mancava da morire. Uno che ha segnato ovunque. In Svizzera come in Russia. Con la sua nazionale e in campo internazionale con la maglia del Cska. Le pernacchie di Roma non le ha mai digerite. Si è sempre chiesto il perché di un così crudele accanimento. Poi, d’improvviso, ecco un raggio di sole nella fredda e piovosa serata emiliana: un gol, di testa, il suo primo con la maglia della Roma, e torna il sorriso. Doumbia che festeggia abbracciato da tutti i compagni. Lo spogliatoio è con lui. Così come il suo allenatore. Doumbia non va via, non scappa. Anzi, raddoppia. E già prenota altri gol. Voleva mollare tutto, con un gesto clamoroso. Ma scappare da Roma non lo avrebbe certo aiutato a ritrovarsi. Quella capocciata che ha spedito all’inferno Consigli, al minuto numero sei di Sassuolo-Roma, può da oggi aiutarlo a sentirsi un po’ più romanista.

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