Serie B, Ternana-Perugia: la giusta attesa per uno spettacolo demonizzato

Pubblicato il autore: Simone Meloni Segui

ternana

C’erano una volta i derby. Le sfide intrise di campanilismo e rivalità che facevano vibrare il cuore dei tifosi e davano al calcio italiano quell’unicità che per decenni tutto il mondo ci ha invidiato. Un Ternana-Perugia disputato dieci anni fa avrebbe goduto di un’attesa spasmodica, con una giusta e moderata preoccupazione per l’organizzazione dell’ordine pubblico. Io c’ero all’ultimo derby umbro da “calcio normale” disputato al Liberati. Stagione 2004/2005: gradinate stracolme in ogni ordine di posti, zero interdizioni, zero divieti, zero biglietti nominali e tanta, ma tanta, passione. Coreografie da parte di entrambe le curve e vittoria del Perugia per 2-0.

Purtroppo di acqua sotto i ponti ne è passata e l’avvicinamento a questa gara, più che dalla sana rivalità, è stato contrassegnato dalle cervellotiche misure prese da Osservatori, prefetti, questori e Comitati di analisi per la sicurezza. Il solito teatrino all’italiana insomma. 920 biglietti per i tifosi del Perugia, ne’ uno in più ne’ uno in meno. Più o meno lo stesso numero riservato ai supporters rossoverdi all’andata. In nome di una rigidità che come sempre si manifesta solamente in una certa direzione, senza puntare il dito, ad esempio, sull’ormai atavica inadeguatezza dello stadio Liberati, che da quasi quattro mesi vede la Curva San Martino chiusa e da tempo immemore vari settori dello stadio (per questa occasione rimessi in vendita dalla società) vietati al pubblico. Sarà un appuntamento caldo e imperdibile, vero, ma non paragonabile alle vere sfide degli anni passati.

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Intanto i tifosi del Grifo si sono dati appuntamento per questa sera fuori lo stadio Renato Curi, per entrare in clima derby a suon di carne alla brace e birre. Domani la partenza dal capoluogo è fissato per le 10. Di contro, in settimana gli ultras ternani hanno fatto sentire il proprio calore presenziando all’allenamento della squadra. Tra 24 ore si aprirà il sipario sul Derby dell’Umbria, chi può se lo goda assaporando quel poco che rimane di uno sport che fu popolare e per tutti, prima di divenire classista e discriminatorio. Oltre che rifugio dove scaricare tutto il clamore mediatico per mettere sotto sabbia fatti ben più importanti.

 

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