Vedova Raciti: “Eliminare striscioni? Io chiuderei gli stadi”

Pubblicato il autore: Leandro Bianco Segui

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“Eliminare gli striscioni? Io sarei ancora più dura. Chiuderei le porte degli stadi. Chi vuole vedere le partite, può farlo a casa, davanti alla televisione”. Con queste parole Marisa Grasso, vedova dell’ispettore di Polizia Filippo Raciti, morto il 2 febbraio 2007 durante gli scontri tra ultrà e Forze dell’Ordine dopo il derby Catania-Palermo, in occasione del convegno “Vivere lo stadio – una passione a rischio?” all’Università La Sapienza di Roma è intervenuta a proposito degli striscioni contro la madre di Ciro Esposito, Antonella Leardi. Gli striscioni, ricordiamo, erano stati esposti circa due settimane fa dalla Curva Sud della Roma allo Stadio Olimpico in occasione della sfida contro il Napoli, vinta dai giallorossi per 1-0. Un gesto davvero brutto e irriguardoso che è costato alla Roma la chiusura della curva Sud per la partita di domenica contro l’Atalanta e in seguito al quale sono scoppiate numerose polemiche. Sono state dure le prese di posizione del presidente della Roma, James Pallotta, che ha deciso di rompere con gli ultras giallorossi, e del presidente della Figc, Carlo Tavecchio, che invece ha proposto di eliminare gli striscioni dagli stadi. La proposta di Tavecchio, dunque, secondo la vedova Raciti non è affatto sufficiente ad arginare il problema della violenza negli stadi. “Conosco il dolore e preferirei che ci fosse rispetto per i familiari”, continua amareggiata la signora Grasso. Sono passati ormai più di otto anni dalla morte di Raciti, ma spesso si ha la sensazione che dopo quell’episodio non sia cambiato nulla. “Qualcosa sì, ma nelle misure di prevenzione -. spiega la vedova Raciti -. C’è più severità, mentre magari prima non ci si accorgeva della gravità della situazione: ora sono state prese misure più severe. A livello culturale, invece, è cambiato poco: mi terrorizza il fatto che possano ripetersi altri fatti come quelli che ho vissuto”.

Al centro delle polemiche anche le parole di Fabio Tortosa, uno degli agenti che fecero irruzione alla Diaz durante il G8 del 2001: “Mi dispiace sentire queste parole. Ci sono tanti caduti come mio marito che non possono parlare per aver difeso la vita, quindi rispetto il silenzio di chi non può parlare. La Polizia non è questa, la Polizia è sempre al servizio della gente”, aggiunge la vedova Raciti a tal proposito. Intanto il capo della Polizia, Alessandro Pansa, ha annunciato che “stamattina Tortosa verrà sospeso dal servizio”, aggiungendo: “Pallotta ha lanciato un messaggio molto positivo prendendo questa posizione. La legalità non teme niente, neanche la reazione degli ultrà. I calciatori? Hanno una grande capacità di comunicazione, per questo ci dicano da che parte stanno, se dalla parte della legalità o dell’illegalità”.

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