Finale Coppa Italia. Le pagelle di Juventus Lazio: Matri asso di Coppa, applausi per i biacocelesti

Pubblicato il autore: Carmine Errico Segui

Finale Coppa Italia. Le pagelle di Juventus Lazio

La Juventus vince la Decima Coppa Italia della sua storia e la prossima stagione potrà mettersi sulla maglietta la famosa stelletta d’argento. Ma ieri sera non ci sono stati sconfitti in campo perché la Lazio di Pioli ha mostrato a tutta Italia, per l’ennesima volta, le sue grandi qualità tecniche e fisiche, lanciano con maggiore forza la sua candidatura per la Champions League 2015-16. La differenza l’ha fatto la cattiveria della Juventus e la sfortuna di Djordjevic quando un minuto prima del gol vittoria di Matri ha colpito un clamoroso doppio palo. Decisivo anche Storari che in zona mista, per le interviste postgara, ha raccontato di aver sfiorato quella palla. Probabilmente proprio quel minuscolo tocco ha permesso alla palla di restare al di qua della linea di porta. Si tratta di millimetri ed ecco perché anche il vice Buffon è stato a modo suo decisivo. Per completare l’analisi della Finale di Coppa Italia, ecco le pagelle di Juventus Lazio: voti che premiano i biancocelesti per il modo in cui hanno affrontato il match.

Finale Coppa Italia. Le pagelle di Juventus Lazio

I VOTI DELLA JUVENTUS

STORARI 6,5. Pronti via e Radu lo inchioda con un’incornata degna di un grande attaccante. Storari non può nulla, riesce solo a sfiorare la sfera che si insacca alla sua sinistra. Per il resto della gara, solo lavoro di routine fino a quando ipnotizza Djordjevic che non riesce a calciare in modo pericoloso da due passi. Poi confessa di aver toccato il tiro dello stesso attaccante che sbatte sui due pali e spinge con lo sguardo la palla fuori dalla linea di porta. E allora anche lui si prende qualche merito. IPNOTIZZATORE

BARZAGLI 6.5. Il difensore bianconero rimane un colosso difficile da superare anche se fa tanta fatica a contenere le accelerazioni del duo Candreva-Anderson. Impressionante, comunque, la sua qualità di accorciare il passo e riuscire a non farsi mai superare in velocità dagli avanti biancocelesti. Klose gli fa un baffo. CERTEZZA

BONUCCI 6. Prova a dirigere la difesa da par suo, con autorevolezza e decisione, cercando di rimanere sempre concentrato. Ma commette troppi errori in fase di costruzione della manovra e non è sempre precisissimo nelle chiusure difensive. Per sua fortuna non commette errori gravi, ormai ha capito che in certi casi basta allontanare la sfera senza troppo fronzoli. Klose non crea problemi. SENZA INFAMIA E SENZA LODE

CHIELLINI 7,5. Serata da incorniciare. Perfetto in fase difensiva dove riesce a esorcizzare il demone Klose ed è quello che soffre meno gli arrembanti esterni della Lazio. La sua grinta e il suo tackle deciso, che a volte può sembrare eccessivo, non consente ai biancocelesti di essere pericolosi. Aggiungiamoci un gol da attaccante di alto livello ed ecco spiegato il voto così alto. SPIETATO

LICHTSTEINER 5,5. Ok, non è facile dover controllare le discese di Lulic e quelle di Anderson sul suo lato e infatti soffre le loro accelerazioni. Ma anche in fase di attacco non riesce ad essere insidioso se non con un cross perfetto che Pogba non sfrutta a dovere. Troppo poco. TIMIDO

EVRA 6. Mette lui la palla sul piede di Chiellini con una grande sponda di testa, portando in parità il match. Non fa mancare la sua spinta in attacco e la sua lucidità in fase difensiva: ma quanta fatica a trattenere gli strappi di Anderson, Basta e Candreva. PREZIOSO

VIDAL 6. Il guerriero sbuffa e corre come un matto per tutto il campo, ma manca di lucidità in qualche occasione di troppo e rimane spesso schiacciato dal palleggio e dalla corsa dei dirimpettai biancocelesti. Qualche errore di troppo nella costruzione del gioco, troppi falli in interdizione. Ma il suo apporto, comunque, pesa. IRRUENTO

PIRLO 6. No, purtroppo per i tifosi bianconeri, questo Pirlo non fa la differenza. Sembra sempre in sofferenza, non lucido e preciso nei passaggi. Poi vai a rivedere la partita e ti accorgi che il gol di Chiellini nasce da una sua perfetta punizione e il gol di Matri da un suo lancio di 30 metri. E allora strappa la sufficienza. STIRACCHIATA

POGBA 4,5. Quando gioca così, è meglio Sturaro. Ha l’attenuante del lungo infortunio, ma non piace proprio per il suo modo di interpretare la gara: molle, sbiadito, impreciso, sbaglia tanti appoggi, commette errori di sufficienza pericolosissimi (come lo stop di petto sbagliato al limite della sua area di rigore che permette a Parolo di sfiorare il gol) e sotto porta si vede poco e nulla. SBIADITO

TEVEZ 6,5. Bloccato molto bene dalla difesa biancoceleste riesce comunque ad essere decisivo con il suo modo di giocare a tutto campo, alternando strappi in attacco che permettono alla Juve di guadagnare qualche secondo prezioso, a rincorse in difesa degne del migliore mediano. È un trascinatore unico, che parla con i fatti. LEADER

LLORENTE 5,5. Anche ieri sera si è capito perché Morata gli ha soffiato il posto da titolare. Il “Re Leone” è sempre utile con il suo modo di far salire la squadra e di esser punto d’appoggio per i suoi compagni, ma è praticamente assente nell’area di rigore. Merito anche del trittico difensivo bianconero, ma può e deve fare meglio. INGABBIATO

MATRI 7,5. L’uomo di Coppa. Dopo aver schiantato la Fiorentina in semifinale, si prende il lusso di realizzare il gol decisivo che permette ai bianconeri di portare a casa la Decima. Molto più pericoloso lui in 40 minuti di gioco che Llorente dall’inizio. Segna due reti (una annullata) e ne sfiora un’altra. ASSO DI COPPA

PEREYRA 6. Forze fresche in campo e Pereyra ancora una volta dimostra quanto sia duttile e utile. Si muove da mezzala, da trequartista o da contropiedista con la stessa efficacia e la sua corsa è sempre intelligente e mai banale. La sua velocità aiuta la squadra a trovare metri in avanti e ad allontanare la Lazio dalla metà campo bianconera. Un lusso averlo come riserva. RISERVA DI LUSSO

PADOIN S.V.

ALLEGRI 6,5. Non si può non dare un voto più che sufficiente all’allenatore che ha permesso alla Juventus di vincere la Coppa. Ma, in realtà, non convince del tutto quel 3-5-3 di ‘Contiana memoria’ con il quale schiera la squadra dal primo minuto. Modulo ottimo per difendersi, poco efficace per attaccare. ALLEGRO

I VOTI DELLA LAZIO

BERISHA 5. Un primo brivido lo regala quando rilancia su Tevez rischiando un gol clamoroso. È il primo campanello di allarme che poi smette di suonare. Ma sul gol di Matri avrebbe potuto e dovuto fare di più. Un errore che costa tanto alla Lazio. COLPEVOLE

DE VRIJ 7. Ennesima conferma: la sua assenza è stata molto pesante. Torna titolare dopo un mese e mezzo, imbriglia Llorente non concedendogli nemmeno un metro. Riesce a limitare anche Tevez ed è sempre imperioso nell’anticipare tutti. Nella sua “rete” imbriglia tutti: anche pesci del calibro di Pogba e Vidal. PESCATORE PROVETTO

GENTILETTI 6,5. Cosa dire a un giocatore che sta fuori per otto mesi, rientra tre giorni fa siglando il gol-vittoria e resistendo in campo per tutto il match? Bravissmo in fase difensiva a rimpallare tutti gli attacchi di Tevez e dei centrocampisti bianconeri. Unico neo: Chiellini scappa via dalla sua marcatura nell’azione del gol. STOICO

RADU 7. Sblocca il match e non fa mai mancare il suo apporto in fase difensiva. Ferma chiunque passi dalle sue parti senza paura e con grande decisione. Finalmente torna nel suo ruolo preferito, terzo di sinistra di una difesa a tre, e mostra grande senso della posizione. Trascinatore indiscusso. In una sola parola: CAPITANO

BASTA 6,5. Anche lui torna al suo ruolo di origine e preme e spinge senza sosta sull’out destro. Pogba non lo impensierisci mai ed Evra soffre le sue accelerazioni. Nessun errore in difesa, bravo anche a tenere alta la difesa e seguire i movimenti di tutta la squadra. TRENO

LULIC 5,5. Meno appariscente del solito, forse perché Basta è imperioso sull’altra fascia. Bravo a recuperare palla, prova a spingere ma è troppo impreciso negli appoggi e la Lazio ne risente. Non riesce ad essere l’eroe del match come due anni fa, ma cerca di fare il suo. Non sempre ci riesce. APPANNATO

CATALDI 6. Personalità ne ha da vendere e anche tanta qualità nel far girare palla. Ma sbaglia troppi appoggi e ha la colpa di non sfruttare quell’occasione creata da Anderson, regalando palla a Storari con un tiro debole. Ma è suo l’assist per il gol di Radu e mostra tanta personalità, caricando sempre i suoi compagni. CAPITAN FUTURO

PAROLO 7. Lo trovi ovunque: un attimo primo è in difesa a strappare palla agli avversari e dopo un minuto lo trovi a concludere verso la porta bianconera. Intelligentissimo nei movimenti tattici: copre in difesa quando si lanciano gli esterni e va a fare la punta quando Klose arretra. FACTOTUM

CANDREVA 6. Avrebbe potuto e dovuto fare di più. La sua presenza è sempre importante e si sente, ma non riesce a trovare il passaggio giusto negli ultimi 20 metri, non riesce a concludere in modo pericoloso verso la porta. Lavora tanto e bene dalla difesa a salire, ma poi si perde negli ultimi metri. INCOMPIUTO

ANDERSON 5.5. Dunga lo convoca per le amichevoli del Brasile nelle gare pre Coppa America e lui mostra tutte le sue doti fisiche e tecniche ma… alla fine non riesce ad essere decisivo e spreca un paio di contropiedi molto pericolosi. Ha giocate di altissimo livello, sprazzi di vera classe, ma ancora gli manca lucidità. Ha tempo per diventare un fuoriclasse, la strada è giusta. A SPRAZZI

KLOSE 5. Ok, i suoi movimenti in attacco sono eccezionali, gioca al servizio della squadra e per questo è assolutamente da 10. Ma è un attaccante che ha sempre segnato tanti gol, ieri sera non è riuscito a fare nulla in fase conclusiva. E un po’ di colpa l’avrà anche lui. RIDIMENSIONATO

DJORDJEVIC 6,5. Fa più lui in 45 minuti che Klose nelle ultime due partite. È vero, sbaglia un gol faccia a faccia con Storari, ma tiene in apprensione i centrali juventini. Poi quel tiro che colpisce due pali è roba da grande giocatore: stop e tiro senza vedere la porta, ma solo sentendola. EROE MANCATO

MAURICIO 5,5. Pesa l’assenza di Radu e lui non riesce a giocare con la stessa qualità del compagno rumeno. A sua discolpa il fatto che sia entrato in campo a freddo, ma poi ha commesso troppi falli concedendo alla Juventus troppe occasioni per rifiatare. Goffo nell’intervento che ha permesso a Matri di trovare il gol vittoria. GOFFO

KEITA SV.

PIOLI 7,5. Il merito di questa grande Lazio è soprattutto suo. Bravissimo nell’avere imparato dagli errori commessi nelle precedenti due sconfitte contro i bianconeri. E allora si inventa questa difesa a tre che dà maggiore protezione dietro e libera la corsa di Basta sulla destra, scelta decisiva. Ma è sopratutto la mentalità offensiva e aggressiva a fare la differenza. Complimenti. CONDOTTIERO

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