Ore 17 La Storia! ONORE AGLI INVINCIBILI del Grande Torino

Pubblicato il autore: Antonio Chiera Segui

 

Grande Torino

ONORE AL GRANDE TORINO 4 maggio 1949 alle ore 17,05: il trimotore I-Elce di ritorno da Lisbona si schiantò contro la Basilica di Superga.

Con questa frase INDRO MONTANELLI  ricordò sessantasei anni fa GLI INVINCIBILI :”Gli eroi sono sempre immortali agli occhi di chi in essi crede. E così i ragazzi crederanno che il Torino non è morto: è soltanto in trasferta” e con queste parole ancora oggi si riconosco i tifosi granata.

Sessantasei anni sono una goccia nel mare infinito in cui è inciso il ricordo del Grande Torino. Tutti questi anni non hanno e certamente non  cancellerà un ricordo indelebile, una ferita ancora e per sempre aperta nel cuore di tutta l’Italia, l’orgoglio di una tifoseria per quella squadra che seppe dare tanto ai propri colori. Fino ad elevarli al rango dell’immortalità. Perché il Grande Torino è diventato immortale in quel maledetto giorno, quando un destino crudele decise che quel banco di nubi nere e basse avrebbe dovuto trarre in inganno il G 212 delle “Avio Linee italiane” di ritorno da Lisbona.

Nel pomeriggio di oggi tutta la squadra granata, come ogni anno, si è recherà sulla Basilica di Superga. Alle 17, con la Santa Messa, celebrata dal cappellano dei granata don Aldo Rabino, inizierà la commemorazione del Grande Torino e dei Caduti nella tragedia aerea del 4 maggio 1949

Nell’incidente persero la vita i giocatori: Valerio Bacigalupo, Aldo Ballarin, Dino Ballarin, Emile Bongiorni, Eusebio Castigliano, Rubens Fadini, Guglielmo Gabetto, Ruggero Grava, Giuseppe Grezar, Ezio Loik, Virgilio Maroso, Danilo Martelli, Valentino Mazzola, Romeo Menti, Piero Operto, Franco Ossola, Mario Rigamonti, Giulio Schubert.  Alla trasferta avrebbe dovuto partecipare anche il ct della nazionale, nonchè giornalista, Vittorio Pozzo.  A lui poi toccò il triste compito di identificare le vittime dello schianto, sue furono le prime lacrime versate da un uomo sul luogo della tragedia. . Gli allenatori Egri Erbstein, Leslie Levesley, il massaggiatore Ottavio Cortina i dirigenti Arnaldo Agnisetta, Andrea Bonaiuti ed Ippolito Civalleri. Persero la vita tre dei migliori giornalisti sportivi italiani: Renato Casalbore fondatore di Tuttosport, Renato Tosatti Gazzetta del Popolo e Luigi Cavallero La Stampa ed i membri dell’equipaggio Pierluigi Meroni, Celeste D’Inca, Celeste Biancardi e Antonio Pangrazi. Si salvarono il terzino Sauro Tomà, il portiere di riserva Renato Gandolfi e il capitano della primavera Luigi Giuliano, che non presero parte alla trasferta portoghese

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