Parma spettro serie D, aspettando l’ultima asta

Pubblicato il autore: Roberto Minichiello Segui

spettro serie D

Non tira buona aria a Parma, come affermato dal presidente dell’associazione calciatori Damiano Tommasi, preoccupato per le sorti della squadra emiliana, c’è lo spettro serie D che incombe sui cieli della città ducale. Il Parma calcio potrebbe partire dalla serie D, il problema è l’alto debito ancora in cassa, nonostante le riduzioni. Infatti si è passato dai 74 milioni di euro ai 25 milioni scarsi attuali. Ma la situazione potrebbe cambiare qualora alcuni tesserati decideranno di rinunciare agli stipendi arretrati. Alcuni potrebbero rinunciare al 75% come Zaccardo e Modesto, altri come Cassano, Amauri e Felipe saranno cruciali gli incontri dei prossimi giorni con i rispettivi giocatori, ma su questo si respira ottimismo. Nessun ottimismo invece deriva da altri giocatori come Molinaro e Marchionni che pretendono gli interi arretrati. E Tommasi rincara: “Ho notizie non belle: il debito sportivo è alto e purtroppo per troppi mesi non si è parlato di chi ha creato questa situazione. Si scaricano le responsabilità sui soggetti che oggi sono sul campo. Quelli che invece sono fuori dal campo e che hanno creato questa situazione non vengono mai menzionati e questo un po’ mi dispiace.”
Giovedì ci sarà l’ultima asta fallimentare per l’acquisto del Parma, si parte da una base di 6 milioni di euro, dopo le quattro precedenti aste non andate a buon fine, proprio per l’alto debito della società gialloblu. Ora il debito è più basso e potrebbe essere la volta buona, come dichiarato anche da Demetrio Albertini, che insieme ai due curatori fallimentari sta cercando una soluzione affinché la storia del Parma non venga cancellata. “Noi abbiamo abbassato il più possibile il debito sportivo – ha detto Albertini -, che inizialmente era molto importante. Ora non resta che attendere gli investitori, alcuni dei quali hanno mostrato interesse nei confronti della società. Speriamo arrivino offerte concrete. Il Parma è la conseguenza di una cattivissima gestione, che ho potuto toccare con mano.” Dello stesso avviso è il dirigente Alessandro Melli, “È difficile che il Parma sia acquistato da una nuova proprietà in Serie B, ma non impossibile perché c’è qualcosa. Poi questo qualcosa va sostenuto come abbiamo fatto finora decurtando del 75% il nostro credito. Sono numeri sempre alti, tante persone ancora da convincere, però qualcosa c’è. Non sta a me parlarne come team manager, ma qualcosa c’è, che poi non vuol dire che sia sicuro. Ci sono più realtà interessate al Parma. Poi l’ipotesi della Serie D non è inverosimile ovviamente.”

Giovedì al termine dell’asta conosceremo le verità, se davvero qualcuno è interessato alla società emiliana oppure le parole dette finora sono solo parole. I tifosi, gli sportivi, vogliono conoscere il futuro del Parma calcio, se davvero lo spettro serie D sarà reale.

  •   
  •  
  •  
  •  
Tags: