Sampdoria Lazio, Pioli cuce due vestiti nuovi per la squadra e ora punta la Juventus

Pubblicato il autore: Carmine Errico Segui

Commento sampdoria lazio

La vittoria della Lazio contro la Sampdoria nell’anticipo di ieri sera vale molto di più del ‘semplice’ ennesimo sorpasso alla Roma in classifica. Perché la partita ha raccontato tanto e questa Lazio ha dato risposte caratteriali, fisiche e tattiche decisamente forti sia alle sue rivali in campionato, sia a quella Juventus che verrà affrontata mercoledì sera nella finale della Coppa Italia. Impavido, il mister biancoceleste Stefano Pioli ha avuto il coraggio di sperimentare due Lazio diverse, mai viste prime in questa stagione, e le risposte che ha avuto sono state decisamente confortanti. Il tecnico ha presentato una Lazio disposta con un 4-3-2-1/4-3-1-2 nei primi 60 minuti per poi passare anche alla difesa a tre. Le parole di Pioli nelle interviste postgara di Sampdoria Lazio sono state chiare: «Io non ho mai creduto in un solo modulo, credo nei principi e nello spirito e nella mentalità . Siamo bravi a difendere e ad attaccare tutti senza dare riferimenti all’avversario. Quel che conta è voler fare sempre la partita. Questa stagione è solo l’inizio, sognavamo questo finale di stagione e ora ce lo giocheremo tutto». Ma questa duttilità tattica può essere un’arma decisamente a favore della sua squadra, Allegri dovrà studiare bene questa Lazio che sa sempre sorprendere.

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Il 4-3-2-1/4-3-1-2
Pronti via e qualcosa non torna. La Lazio di Pioli si distribuisce sul campo in modo nuovo, un modulo diverso e sorprendete dal classico 4-2-3-1 o 4-3-3 che il tecnico ha sempre messo in atto. Tutti si aspettano un Lulic in linea con Candreva e Anderson alle spalle di Klose ma tutti rimangono interdetti nel vederlo sulla stessa linea di Ledesma e Parolo. Ma si rimane ancora più interdetti nel vedere le posizioni di Candreva e Felipe Anderson che si scambiano continuamente di ruolo. I due trequartisti (chiamiamoli così) non danno riferimenti agli avversari. La caratteristica comune è che partono da dietro cercando di sfruttare la loro velocità e la loro tecnica, accentrandosi spesso. Così dal lato destro è Basta che spinge più che può, mentre a sinistra tocca a Lulic arrivare in sovrapposizione sulla fascia e mettere in mezzo palle insidiose, con la difesa che sin dal primo minuto scivola giocando a tre. Radu diventa spesso centrale aggiunto e non spinge per non lasciare scoperta quella parte di campo liberata dalle accelerazioni di Lulic. Dall’altro lato, invece, Basta sfrutta le qualità fisiche di Ciani che gli copre la zona e l’intelligenza tattica di Ledesma e Parolo, che spesso chiudono quella zona del campo. Intanto in avanti si scatenano Candreva-Anderson con i loro ‘strappi’ e le loro qualità fisiche. La Lazio gira bene, anche perché Pioli tiene la difesa molto alta e la squadra corta. Inevitabile qualche rischio in fase difensiva con Eto’o che, da grande giocatore qual è, si inserisce spesso nello spazio alle spalle di Basta, peccato per Mihajlovic che il talentuoso attaccante abbia le polveri bagnate sotto porta. Muriel prova a fare lo stesso ma è la difesa della Lazio, guidata da un Gentiletti sempre autorevole, a incastrarlo mettendolo spesso in fuorigioco. La Lazio è una squadra offensiva che lavora di pressing alto e scambi in velocità, quindi Pioli preferisce rischiare qualcosa in più dietro ma vuole sfruttare appieno le caratteristiche offensive dei suoi e la bravura dei due trequartisti di correre palla al piede per 30-40 metri. Klose, invece, rimane ad occupare i due centrali difensivi mentre Basta pressa Regini e Lulic tiene basso De Silvestri. La Samp crea le sue occasioni, ma sono i biancocelesti a dare la sensazione di essere più pericolosi. Se Anderson-Candreva fossero riusciti ad essere più precisi nell’ultimo passaggio, la partita avrebbe potuto assumere una direzione favorevoli già nel primo tempo.

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La difesa a tre
Passata in vantaggio, la Lazio di Pioli non vuole e non può smettere di giocare come sa, attaccando e pressando alto. Ma il tecnico capisce che non può permettersi il rischio di lasciare troppo scoperte le fasce e il centrocampo e allora ecco la seconda novità: difesa a tre con Basta che si alza sulla mediana, Lulic che si allarga a sinistra, Candreva e Anderson che si abbassano un po’ di più, vanno a prendersi la palla dai piedi di Ledesma e partono in contropiede dalla propria metà campo. Scacco matto con questo 3-4-2-1 che in fase di non possesso diventa quasi un 3-6-1 con Anderson e Candreva che diventano fionde per i contropiede micidiali dei biancocelesti. La Sampdoria non riesce più ad essere pericolosa, mentre la Lazio riesce ad arrivare addirittura ad effettuare 10 conclusioni verso la porta di Viviano. E adesso la Juventus di Allegri, sempre camaleontica con il suo rapido passaggio dal 4-3-2-1/4-3-1-2 al 3-5-2, è avvisata: anche la Lazio sa essere duttile e ha le stesse qualità fisiche di aggressività e pressing dei campioni d’Italia. Mercoledì sarà spettacolo. Una cosa è certa: non sarà la stessa Lazio che ha perso due volte contro la Juventus in questo campionato. Allegri è avvertito…

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