Copa America 2015: in Cile 99 anni di storia

Pubblicato il autore: Alberto Tuzi Segui

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Il 2015 è un anno dispari, ragione per cui avremo una estate senza Mondiali nè Europei, ma per gli appassionati del grande calcio internazionale ci sarà la Copa America a catalizzare il centro delle attenzioni. Quella pronta a scattare in Cile nella serata di mercoledì 11 giugno sarà la 44ma edizione del massimo campionato sudamericano per rappresentative nazionali. Si tratta quindi del torneo per nazionali più antico al mondo: la prima edizione della Copa America infatti si svolse addirittura nel 1916, novantanove anni fa. Da allora i più grandi campioni sudamericani, da Pelè a Maradona ieri fino a Messi e Neymar oggi hanno spesso solcato questo palcoscenico segnandone la storia, proprio come durante i campionati del Mondo e in Europa, con i migliori club di appartenenza.

COPA AMERICA: LA STORIA COMINCIA IN ARGENTINA

Fino ai primi anni del Novecento in Sudamerica esistono solo tre nazionali in grado di disputare incontro internazionali: Argentina e Uruguay, già separate da una grande rivalità anche per fatti politici, e il Cile. Un primo torneo tra le tre nazionali si svolse nel 1910 e vide il successo degli argentini, poi l’esordio internazionale del Brasile nel 1914 diede la possibilità di svolgere finalmente un vero e proprio campionato per nazioni. Così nel 1916 mentre l’Europa conosce gli orrori senza precedenti del primo conflitto mondiale dall’altra parte del globo si organizza il primo Campeonato Sudamericano de Football: paese ospitante è di nuovo l’Argentina, ma è l’Uruguay ad aggiudicarsi il torneo dando inizio ad una tradizione che vede la nazionale uruguagia spesso vincente nei confini continentali, come del resto avvenuto avvenuto anche durante l’ultima edizione del 2011 e sempre in casa degli “odiati” rivali argentini. La Copa America procede negli anni successivi, agli albori quindi del calcio mondiale, con una cadenza di un torneo all’anno inizialmente rispettata salvo il 1918, fino al 1927. In questo periodo l’Uruguay forte di una generazione di talenti irripetibile coglie in tutto 6 successi suggellando le affermazioni alla Olimpiadi del 1924 e ’28 e del Mondiale 1930, mentre solo Brasile e Argentina riescono ad interromperne l’egemonia: i verdeoro sono i primi a farlo nel ’19 e si ripetono tre anni dopo, gli argentini vincono nel 1921 ottenendo poi in tutto quattro affermazioni. Da segnalare nel 1920 il debutto del Paraguay, quinta squadra a partecipare alla Copa America. La formula del torneo era impostata sul girone all’italiana, e durò da queste prime edizioni, pionieristiche ma per nulla inferiori dal punto di vista tecnico e delle emozioni, a quella del 1967: ragion per cui è più corretto chiamare questa fase Campionato sudamericano per selezioni e non Copa America, comunque consegnata alla vincitrice del girone unico a fine torneo.

URUGUAY CONTRO ARGENTINA, RIVALI E SPESSO VINCITORI COPA AMERICA

Gli anni ’30 vedono le prime rinunce e continue ripicche tra le federazioni sudamericane: il torneo percìò perde la cadenza annuale, ma fino al 1967 continuano le affermazioni delle due grandi rivali del calcio sudamericano di allora. L’Argentina in questo arco temporale fa suo lo scettro di regina del Sudamerica in 8 occasioni, l’Uruguay risponde con quattro affermazioni anche se resta senza titoli dal 1935 al 1956. Arranca invece il Brasile, vincitore solo dell’edizione 1949 e secondo in ben sei edizioni. La Seleção fallisce spesso l’appuntamento con  la vittoria nonostante in quegli anni possa annoverare un parco giocatori eccezionale, da sua maestà Pelè passando per i vari Leonidas, Ademir e Garrincha. Entrano nell’albo d’oro anche nazionali outsider come il Perù, vincente nell’edizione 1939, il Paraguay primo nel 1953 e la Bolivia che fa suo il torneo dieci anni più tardi. In questo periodo la cadenza del Campeonato Sudamericano continua ad essere irregolare, capita infatti spesso che la rassegna non venga organizzata per anni (lo stop più lungo dal ’29 al ’35), ma anche di trovare due edizioni nelle stesso anno come nel 1959: si trattava di casi straordinari in cui non veniva però messa in palio la coppa. Anche in occasione degli anni della Seconda Guerra Mondiale il Sudamerica continuò ad essere un isola felice, con 3 edizioni del torneo (1941, ’42 e ’45). Tuttavia la Copa America subisce durante gli anni ’60 un drastico calo d’interesse da parte delle principali federazioni sudamericane, più attratte dalla vetrina dei Mondiali e spesso impegnate nella competizione con formazioni di ripiego.

IL TORNEO DIVENTA COPA AMERICA: IL RISCATTO DEL BRASILE

La grande svolta del massimo torneo continentale sudamericano avviene nel 1975, quando era fermo da otto lunghi anni. La CONMEBOL optò per un cambiamento drastico della formula introducendo tre gironi da 3 squadre l’uno, con le vincenti qualificate alle semifinali alle quali accedevano di diritto i campioni in carica. Il torneo passò quindi da Campeonato Sudamericano de Football  a Copa America: per le prime tre edizioni non era prevista una sede comune, le gare si disputavano con andata e ritorno, finalissima compresa. E registrarono il bis per Perù (’75) e Paraguay (’79), mentre nel 1983 l’Uruguay si assicurò il 12mo titolo superando nel doppio confronto il Brasile, 2-0 a Montevideo e poi 1-1 nel ritorno a Salvador. La prima edizione della Copa America con sede unica è quella del 1987 in Argentina: l’Albiceleste di Maradona è campione del mondo in carica, ma deve arrendersi in semifinale di nuovo all’Uruguay che s’impone 1-0 in un confronto accesissimo; la Celeste poi supera con lo stesso punteggio il Cile in finale e ottienen il 13mo titolo. Da ora in avanti il torneo viene organizzato ogni due anni, seguendo l’ordine alfabetico per l’assegnazione della fase finale. Viene inoltre tolto ai campioni in carica il privilegio di partire dalle semifinali con un parziale ritorno al passato: due gironi da 5 squadre, le prime due classificate al girone finale. Il Brasile ospita la competizione 1989 e torna finalmente a vincere la Copa America a 40 anni di distanza esatti dall’ultimo successo: i verdeoro da ora in avanti cominciano a trionfare con una certa regolarità anche nei confini continentali, nonostante nelle tre successive edizioni debbano lasciare il passo al bis dell’Argentina (1991 e ’93) e all’Uruguay, di nuovo vincitore Copa America sul Brasile ai rigori nel 1995. Il torneo intanto dal 1991 prevede una nuova formula con tre gironi da 4 squadre l’uno, con la necessità di qualificare le due migliori terze classificate per procedere ai quarti con eliminazione diretta fino alla finale. Dal 1997 la Seleção è implacabile, con 4 titoli in cinque edizioni. In Bolivia è Ronaldo a guidare il Brasile all’affermazione sui padroni di casa (3-1), poi bis nel 1999 in Paraguay con la rivincita sugli uruguagi, 3-0 in finale grazie alla coppia composta dal Fenomeno e da Rivaldo. Il 2001 invece vede i brasiliani in difficoltà, e la Colombia padrone di casa centrare una storica affermazione grazie ad un gol dell’interista Cordoba nella finale sul Messico (1-0). Da qui in avanti la Copa America viene disputata ogni 3 anni: nel 2004 in Perù e nel 2007 in Venezuela è ancora il Brasile a trionfare, sempre sull’Argentina in finale. L’ultima edizione del 2011 vede la “restaurazione” con l’affermazione dell’Uruguay di Luis Suarez proprio in casa dell’Argentina grande rivale, eliminata ai rigori nei quarti prima del 3-0 senza storia nella finale contro il Paraguay.

VINCITORI COPA AMERICA: URUGUAY RE DEL SUDAMERICA

L’Albo d’oro della massima competizione sudamericana per nazionali vede quindi primeggiare l’Uruguay campione in carica, che grazie all’ultimo successo è riuscito a staccare l’Argentina: 15 titoli infatti per la Celeste contro i 14 degli storici rivali. I molti anni senza vincere la coppa hanno lasciato indietro il Brasile in questa classifica, la Seleção conta infatti 8 titoli. Le tre nazionali più blasonate del Sudamerica hanno vinto insieme 37 delle 43 edizioni Copa America giocate sinora: agli altri perciò restano le briciole. Infatti troviamo Perù e Paraguay ferme a due successi, mentre Bolivia e Colombia sono riuscite ad imporsi una volta. Pesante l’assenza tra le vincitrici proprio del Cile padrone di casa dell’edizione 2015: la Roja infatti è giunta quattro volte seconda ma non è mai riuscita a far sua la Copa America, nonostante formazioni competitive almeno quanto quelle delle nazionali che seguono nell’Albo d’Oro le tre big del calcio sudamericano, se non di più.

I GRANDI GIOCATORI DELLA COPA AMERICA

Discorso a parte meritano i grandi giocatori che hanno partecipato alla Copa America. Il torneo infatti è stato spesso condizionato dalla cadenza tra un’edizione e l’altra: inizialmente infatti le selezioni schieravano davvero le formazioni migliori, anche perchè fino al 1930 per Brasile, Argentina, Uruguay e il resto del Sudamerica non c’era competizione più importante della Copa America (le Olimpiadi non sono mai riuscite ad imporsi veramente come competizione assoluta per nazionali di calcio). Così in quegli anni si registrarono forse le edizioni migliori dal punto di vista tecnico. La lista degli assi che presero parte in quegli anni al Campeonato annovera i più forti giocatori dell’anteguerra: Josè Leandro Andrade e Scarone per l’Uruguay, gli argentini Stabile e Monti futuri protagonisti anche nel nostro campionato, i brasiliani Leonidas e Domingos da Guia, giocatori spesso ingiustamente dimenticati dalla storia calcistica solo perchè figli di un epoca senza immagini tv e social network. Le cose cambiarono proprio con l’avvento della Coppa Rimet, i mondiali capaci di catalizzare l’attenzione di tutto il globo sul fenomeno calcio, e dello sviluppo delle principali competizioni continentali per club che aumentarono in maniera fitta il numero degli incontri. L’Europa divenne il centro dell’attenzione anche per i calciatori sudamericani, che cominciarono ad emigrare in massa verso le principali leghe del Vecchio Continente. Per non avere quindi giocatori stremati durante la Copa America e in vista delle qualificazioni mondiali le selezioni schieravano formazioni sperimentali lasciando a casa i big. Lo stesso Pelè, nonostante non abbia mai giocato in Europa, non vinse mai la Copa America arrivando secondo in Argentina nel 1959. In certe edizioni poi il torneo venne organizzato nell’autunno dell’emisfero boreale, la primavera in Sudamerica, rendendo così problematica la partecipazione dei giocatori impegnati in Europa con i club, dando vita a delle vere battaglie con le Federazioni. Diego Armando Maradona dovette invece accontentarsi del terzo posto nell’edizione casalinga del 1987; ebbe maggior fortuna un altro grande asso del calcio sudamericano di allora, El Príncipe Enzo Francescoli vincitore con la sua Uruguay in tre edizioni (1983, ’87, ’95). Altre conoscenze della serie A ad aver fatto la storia in Copa America sono stati senza dubbio Gabriel Batistuta, protagonista degli ultimi successi dell’Argentina (1991 e ’93) e Ronaldo, Il Fenomeno trascinatore del Brasile nelle edizioni 1997 e 1999. Gli organizzatori della Copa America hanno capito in tempi recenti che l’alternanza di soli 2 anni tra un edizione e l’altra impediva di fatto ai migliori giocatori di partecipare al torneo. Così dal 2004 hanno optato per i tre anni di attesa, allungati poi a 4 quando ci si accorse dell’impossibilità di giocare nel 2010 (anno del mondiale in Sudafrica). E i risultati si sono visti: Cile 2015 infatti si riallaccia con la tradizione della Copa America e vedrà la partecipazione dei migliori talenti per ogni nazionale: Neymar per il Brasile, Messi, Tevez e Higuain per l’Argentina, gli uruguagi Suarez e Cavani, mentre il Cile padrone di casa potrà contare su Vidal e Alexis Sanchez. Attenzione anche alla Colombia, che oltre a James Rodriguez potrà schierare Radamel Falcao a differenza di dodici mesi fa al Mondiale. In pratica avremo tutti i top-player sudamericani che hanno partecipato Brasile 2014: se l’Europeo viene spesso considerato un piccolo mondiale senza le sudamericane, stavolta possiamo dire veramente che la Copa America di quest’anno sarà altrettanto senza le formazioni del Vecchio Continente.

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