Lotito passa al contrattacco: “Contro di me campagna diffamatoria”

Pubblicato il autore: Cristina G. Segui

La notizia del giorno è che Claudio Lotito sarebbe indagato per tentata estorsione: questa la tesi della Procura di Napoli che in queste ore ha disposto una serie di perquisizioni da parte della Digos nella sede della Figc e nell’abitazione dello stesso numero uno di Lazio e Salernitana, nonché consigliere federale.
Perquisiti nella giornata di oggi anche gli uffici di Carlo Tavecchio, attuale presidente della Figc, che è stato inoltre ascoltato in qualità di persona informata sui fatti e che, emerge della federazione, pare abbia offerto la massima collaborazione ai fini dell’inchiesta.
I guai per Claudio Lotito sarebbero riconducibili  all’ormai celebre telefonata diffusa da “La Repubblica” il 13 Febbraio scorso, con protagonisti Lotito e il presidente dell’Ischia calcio Pino Iodice: Lotito nel corso della telefonata avrebbe sottolineato a Iodice la propria preoccupazione per l’arrivo in Serie A di squadre economicamente poco rappresentative (Carpi e Frosinone su tutte) che, secondo il suo punto di vista, avrebbero potuto apportare un danno economico al sistema calcio. Iodice avrebbe inoltre denunciato presunte pressioni da parte di Lotito per appoggiare il presidente della lega pro, Mario Macalli, rivelando di possedere altri audio “che attestano come Claudio Lotito mi abbia minacciato, in caso di mancato appoggio all’attuale governance, di togliere i finanziamenti che ci spettano”.
Da qui l’accusa di estorsione per il numero uno biancoceleste, che non ha tardato a reagire alle accuse, passando al contrattacco per difendere la propria posizione tramite un comunicato apparso sul sito ufficiale della S.S. Lazio poche ore fa:
“Da mesi sono oggetto di una campagna diffamatoria e calunniosa il cui fine è indubbiamente quello di ostacolare l’opera di risanamento del calcio, che sto contribuendo faticosamente a portare avanti, come dimostrato dai molteplici provvedimenti già adottati allo scopo di assicurare l’assoluta trasparenza del sistema. Consapevole di questo, mesi addietro, avevo appunto presentato presso la Procura di Roma una denuncia per diffamazione e calunnia. Confido che la magistratura, nella quale ho da sempre la massima fiducia, possa in breve tempo chiarire positivamente la mia posizione al fine di trasformare i miei accusatori in accusati“.

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