Quando il Brasile era la squadra più forte del mondo

Pubblicato il autore: Antonio Paradiso Segui

cafù

30 giugno 2002: esattamente tredici anni fa il Brasile diventava campione del Mondo per la quinta volta, grazie al successo per 2-0 contro la Germania nella finale di Yokohama con una doppietta di Ronaldo.  Al timone di quella squadra c’era Felipe Scolari, mentre davanti il trio delle meraviglie: Ronaldinho, Ronaldo e Rivaldo, supportati ai lati da Cafù e Roberto Carlos. In mezzo al campo tanta sostanza con Gilberto Silva e Kleberson, mentre i difesa muro umano con Lucio, Ednilson e Roque Junior; quest’ultimo alle disastrose prestazioni con la maglia del Milan alternava partite commoventi con la nazionale verdeoro. Quel Brasile era orfano di Emerson, capitano di quella squadra, che diede forfait all’ultimo momento a causa di una lussazione alla spalla, rimediata in allenamento mentre era in porta a parare i tiri dei suoi compagni. In panchina vi erano Dida e Kakà che, qualche anno dopo sarebbero stati compagni di squadra nel Milan, vincendo tutto!

In quell’edizione del mondiale il Brasile vinse tutte e sette le partite: 2-1 all’esordio contro la Turchia; 4-0 alla Cina; 5-2 con il Costarica; 2-0 al Belgio negli ottavi di finale; 2-1 all’Inghilterra nei quarti, con papera decisiva di Seaman, portiere degli inglesi che “regalò” il gol a Ronaldinho del 2-1; 1-0 in semifinale contro la Turchia e infine 2-0 nella finale di Yokhoama contro la Germania di Voller e di Khan, autore di una mezza papera sul gol dell’1-0 di Ronaldo. Il “Fenomeno” quell’anno vinse anche il titolo di capocannoniere mettendo a segno 8 gol. Niente a che vedere con il Brasile di oggi, anche perché Tiendalli, Fred e Jo tutti insieme non valgono Ronaldo, perché Robinho è vecchio e perché il calciatore più talentuoso della rosa, tal Neymar, pensa a se stesso oppure a prendere a pallonate i propri avversari. Infine, Dunga non è Scolari, Marcelo non è Roberto Carlos. Sostanzialmente la differenza tra il Brasile di oggi e quello del 2002 è questa. In attesa di tempi migliori, i brasiliani farebbero bene a rifarsi gli occhi vedendo le giocate di Rivaldo e i gol di Ronaldo, anche perché se i presupposti sono questi, faticheranno a vedere, almeno nel breve periodo, un altro capitano del Brasile alzare al cielo la Coppa del Mondo.

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