Recoba si ritira: petizione per la gara d’addio contro l’Inter

Pubblicato il autore: Alberto Tuzi Segui

Recddoba

Ha appena regalato l’ennesimo campionato al suo Nacional, ma per Alvaro Recoba sarà l’ultimo: il Chino lascia. Al termine dei festeggiamenti per il 45mo titolo nazionale l’attaccante uruguagio, 39 anni compiuti lo scorso marzo, ha ribadito la volontà di appendere gli scarpini al chiodo. La sfida contro il Penarol, vinta 3-2, sarà ufficialmente quindi l’ultima gara giocata da Recoba: quasi sicuramente stavolta non ci saranno ripensamenti come avvenuto nella passata stagione, quando il Chino annunciò il ritiro salvo poi ripensarci. Dall’Uruguay, dove è un idolo nazionale al pari di Suarez e Cavani arriva la notizia di una petizione da parte di tifosi e appassionati per far giocare la gara d’addio di Recoba allo Stadio Centenario di Montevideo contro l’Inter, squadra alla quale il Chino ha legato in maniera indissolubile i migliori anni delle sua carriera.

Una storia, quella tra Recoba e l’Inter, durata dieci anni esatti: dall’estate 1997 al 2007, con una parentesi in prestito al Venezia. I tifosi nerazzurri non potranno mai dimenticare quel sinistro di raro precisione, una grande tecnica accompagnata però dalla riottosità agli allenamenti e una vita lontana dai canoni dell’atleta convenzionale: mix che in campo sfociava nella discontinuità di rendimento. Regalò perle incredibili, come i due missili all’esordio contro il Brescia il 31 agosto ’97 o quelle contro l’Empoli: pallonetto da 40 metri nel 1998, e il gol su calcio d’angolo, l’ultimo in nerazzurro nel 2007. In mezzo c’erano giorni in cui Recoba trascinava da solo un Inter ora come oggi di certo non trascendentale, nonostante una rosa di grande qualità allora. Più che con i dribbling o lo scatto lui colpiva col sinistro: bastava una palla giusta, precisione e potenza di tiro non lasciavano scampo al malcapitato portiere di turno. El Chino risultava così spesso decisivo per le sorti dell’Inter. C’erano però purtroppo anche le domeniche in cui Recoba non ne imbroccava una. Da eroe si trasformava in qualcosa di davvero irritante, difficile anche da descrivere: e gli applausi del Meazza diventavano di conseguenza fischi assordanti.

Ma in fondo Recoba era fatto così: poteva spaccare la gara in due da solo, come spaccò per anni la tifoseria nerazzurra tra chi non ne poteva fare assolutamente a meno e chi non lo riteneva utile alla causa. Se ne andò nell’estate del 2007, in prestito al Torino quando l’Inter aveva già cominciato il suo ciclo vincente preferendo attaccanti di sostanza (leggi Cruz e Crespo) ad altri tecnicamente più impressionanti ma spesso vittime di pause inspiegabili. Come Adriano, come il Chino che però dal canto suo sarà sempre il giocatore preferito dell’ex presidente Massimo Moratti: “Recoba pigro, ma era più forte di Ronaldo” ebbe a dire un giorno il figlio del signor Angelo, facendolo diventare poi dal 2001 al 2003 il giocatore più pagato al mondo. Come un padre con il figlio prediletto: è sicuro quindi che la firma di Moratti di certo non mancherà nella petizione per la gara di addio del Chino con l’Inter…

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