Brasile-Germania 1-7, un anno dal Mineirazo

Pubblicato il autore: Alberto Tuzi Segui

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Brasile-Germania 1-7, un anno dopo: sono passati infatti esattamente dodici mesi dall’incredibile partita di Belo Horizonte. Quella che fu un dramma nazionale, una batosta senza precedenti per la Nazionale più blasonata nella storia del calcio proprio nel Mondiale giocato in casa. Il Brasile che prende sette gol davanti ai suoi tifosi già è roba ai confini delle realtà, se poi ci metti che era la semifinale della Coppa del Mondo con miliardi di tifosi collegati in tutto il mondo, la batosta assume proporzioni epiche. Da allora e per sempre, l’8 luglio verrà ricordato dai brasiliani come El Mineirazo, sulla scia del Maracanazo del 1950. Ma le parentele finiscono qui: perchè quella di 65 anni fa era una sconfitta imprevista figlia dell’arroganza di una Selecao e di un paese intero che si sentiva superiore, inavvicinabile e già con la Coppa in mano a scapito dell’avversario di turno (l’Uruguay di Ghiggia e Schiaffino).

CRONACA DI UNA DISFATTA

Analizzando ora a mente fredda, forse il Brasile del 2014 sapeva di presentarsi alla semifinale contro la Germania da sfavorito. Sin lì le due formazioni avevano avuto cammini anche simili in termini di risultati, ma i tedeschi potevano contare su una organizzazione di squadra superiore, portata avanti dal c.t. Löw nel corso di ben 8 anni al timone della Mannschaft, oltre ad una progressione in termini di gioco che faceva intendere che tra le quattro semifinaliste era proprio la Germania la nazionale più in forma. Il Brasile invece aveva faticato nei match precedenti, e se vogliamo anche da ben prima del Mondiale: Felipe Scolari aveva preso la guida della Selecao nel novembre 2012 subentrando a Mano Menezes, e in fretta aveva dovuto scegliere il gruppo per la Confederation Cup del 2013, giocata sempre in casa. Il successo finale contro la Spagna (in declino) ha avuto a conti fatti l’effetto di far sovrastimare il suo Brasile, che senza la stella Neymar infortunato e Thiago Silva squalificato vedeva nell’11 di partenza Dante in difesa e Bernard in attacco, buoni giocatori ma non alla pari degli assenti. Già analizzando le due formazioni c’era da rendersi conto del divario tecnico tra le due squadre, stavolta clamorosamente a favore dei tedeschi.

Poi la partita. Il Brasile di Scolari partì anche bene nei primi 10′, spinti dall’incitamento della propria torcida. Ma all’11’ Thomas Müller porta in vantaggio la Germania. Rivedendo le immagini, ci rendiamo conto che l’incontro finisce proprio qui. Di fronte alla solidità tedesca il Brasile si scompone e crolla dal punto di vista psicologico. Il raddoppio di Miroslav Klose al 23′ (che supera proprio il brasiliano Ronaldo tra i goleador di sempre del Mondiale) è l’anticamera dell’inferno che si sta per scatenare. Che parte meno di un minuto dopo con Kroos, a segno poi anche al 26′. Khedira fa il 5-0 al 29′. Cinque gol incassati in meno di venti minuti. Sugli spalti scene drammatiche da parte dei tifosi brasiliani, lacrime e isteria per una sconfitta imprevista nelle proporzioni. La ripresa poi fa assumere al punteggio contorni ancora più devastanti: entra Schürrle e fa doppietta, prima del gol, nemmeno definibile della bandiera, di Oscar al 90′ che fissa il punteggio sullo storico 1-7 finale. Roba mai vista in una semifinale della Coppa del Mondo.

Un Mondiale che era cominciato con grandi speranze terminò così con gli Olè beffardi della torcida verdeoro al torello dei tedeschi nel finale. L’incubo peggiore per il Brasile, sconfitto poi anche dall’Olanda nella finale per il terzo posto. La Germania invece imboccò la strada principale verso la conquista della quarta Coppa del Mondo, vinta ai supplementari nella finalissima del Maracanà contro l’Argentina. Se da un lato l’8 luglio è El Mineirazo per i brasiliani, dall’altro porta molto bene ai tedeschi che proprio in questa data nel 1990 vinsero invece il terzo titolo mondiale, nella finale di Roma. Avversario di allora? L’Argentina…i corsi e ricorsi della storia.

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