McClean, l’irlandese che sfidò l’impero britannico

Pubblicato il autore: Michele Santoro Segui

McClean non canta l'inno

McClean, l’irlandese che sfidò l’impero britannico – Si è girato di spalle durante l’inno inglese: un gesto forte quello messo in atto da James McClean, calciatore nordirlandese di Derry, ma naturalizzato irlandese, del West Bromwich Albion, prima della partita amichevole contro gli australiani del Richmond Kickers. Per i nazionalisti inglesi si è trattato di un oltraggio, aver compiuto questo atto proprio durante “God Save the Queen“. Dietro questa apparente sfida non c’è però il solito ragazzino multimiliardario viziato, ma un giovane che è attaccato alle sue origini e alla sua terra, e che non può aver rispetto per chi ha sfruttato e massacrato i suoi connazionali.

McClean non ha avuto paura neanche delle minacce di morte che gli erano pervenute lo scorso 11 novembre, giorno del “Remembrance Day“, data in cui, nei Paesi facenti parte del Commonwealth, vengono ricordati tutti i soldati che hanno perso la vita nei conflitti mondiali e in altre guerre:  l’allora giocatore del Wigan si rifiutò di indossare il classico “poppy“, il papavero rosso che durante il week end di campionato viene affisso sulle maglie delle squadre. Anche quella fu una presa di posizione forte, che McClean dovette giustificare con una lettera al suo ex presidente e ai suoi ex tifosi: “Sarebbe stata una mancanza di rispetto verso la mia terra e la mia gente“. Rispetto e amore per le sue idee indipendentiste e cattoliche che lo portarono tre anni fa a ripudiare il Nord Irlanda, unionista e a maggioranza protestante, per diventare cittadino irlandese: “Sono molto orgoglioso delle mie origini e non riesco proprio a fare qualcosa che credo sia sbagliato. Nella vita, se sei un uomo si deve lottare per ciò in cui si crede”. Siamo sicuri che mai nessuna minaccia, che mai nessun insulto, anche se proviene dai tuoi stessi supporters, potrà fermare McClean l’irlandese.

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