Pirlo, come te nessuno mai!

Pubblicato il autore: Simone Lettieri Segui

Pirlo
Pirlo, come te nessuno mai. Era il Brescia di Baggio, dopo l’ennesima domanda sulla sua eredità calcistica (tanti nomi, tra cui quello di “spadino” Robbiati…), Roberto indica Andrea come suo erede. Nello stesso momento Carletto Mazzone, uno degli allenatori più sottovalutati del calcio italiano, colui che aveva portato la zona nel bel paese alla fine degli anni 70 con la Fiorentina, e allo stesso tempo colui che amava la tuta più del gessato (e nel calcio anche questo fa la differenza…); Mazzone sposta Pirlo dalla trequarti a regista. Inizia il capitolo migliore della storia del ragazzo bresciano, che ha la sua consacrazione negli anni al Milan, vincendo due Champions e perdendone una clamorosa col Liverpool, da 3 a 0 a 3 pari. In quel momento Andrea traballa, dirà dopo di aver pensato di smettere con il calcio. Sbagliatissimo, perché l’anno successivo è il regista della Nazionale campione del mondo. Insieme a Xavi Hernandez il miglior cervello di centrocampo degli ultimi 15 anni, insieme a Totti e Del Piero il vero erede di Baggio. Xavi, appunto: la differenza con Pirlo è che il catalano ha quasi sempre giocato in squadre di mostri. Andrea invece è il fenomeno attorno a cui si costruisce la squadra. Il migliore sui calci piazzati della storia del calcio italiano, il migliore per freddezza e talento, il migliore della Juve negli ultimi 4 anni. Non a caso quando parli di Pirlo il termine migliore esce con frequenza. Parafrasando un famoso detto di un altro grandissimo del calcio mondiale: Xavi was good, Iniesta was better, Pirlo was best.

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