Russia 2018. Domani i sorteggi dei gironi di qualificazione. L’Italia rischia, non è testa di serie

Pubblicato il autore: Valerio Nisi Segui

Nazionale-ItalianaRussia 2018 non è poi così lontana. Domani a San Pietroburgo ci saranno i sorteggi del girone di qualificazione per il Mondiale che si giocherà fra tre anni proprio in Russia. A settembre 2016 si inizieranno a giocare proprio le gare che diranno che parteciperà alla rassegna internazionale. L’Italia ha un problema. Un problema che potrebbe essere un grosso problema. Nella composizione dei gironi di qualificazione per Russia 2018 infatti la nazionale allenata dal c.t. Antonio Conte non sarà testa di serie. Complice il pareggio in casa della Croazia nell’ultima partita di qualificazione ai prossimi Europei che si terranno in Francia nel 2016, ma soprattutto una sciagurata sconfitta in amichevole contro il Portogallo nell’ultimissima apparizione degli azzurri. Questo ha tolto il diritto, ad una nazionale comunque 4 volte campione del mondo, di figurare nelle 9 teste di serie che verranno sorteggiate domani nel Palazzo Kostantinov. In prima fascia troviamo invece la Germania, la Spagna, il Belgio, l’Olanda, l’Inghilterra, il Portogallo, la Croazia (ahinoi), la Romania e il Galles. Difficile credere che il Galles e la Romania possano essere teste di serie e l’Italia no. Non che l’Inghilterra abbia mostrato chissà quali grandi qualità, ma di fatto contestare il modo in cui vengono assegnati i punteggi per il Ranking FIFA non ha senso, almeno in questa sede.

CONTE RISCHIA TUTTO – Il rischio più grande qual è? Passa solo la prima di ogni girone (ovviamente si prende in analisi la fascia europea che ci interessa da vicino). Per le migliori 8 seconde ci sarà la possibilità di darsi battaglia nei play-off. La peggiore seconda non parteciperà a Russia 2018. Il problema, grosso, è che il secondo posto potrebbe non bastare. Lo stesso secondo posto con cui ci siamo qualificati a Francia 2016 ad esempio. Da qui a Russia 2018 passa una vita, tante cose cambiano, magari diventiamo dei fenomeni, magari torniamo a fare veramente paura. Ma allo stato attuale delle cose finire nel girone con Germania o Spagna, e perché no anche con il Belgio, rischierebbe di compromettere pesantemente il cammino verso Russia 2018. Conte rischia. Quel processo di cambiamento della nostra nazionale, passata dalle mani del Lippi bis a quelle di Prandelli fino a quelle di Conte, potrebbe essere tutto vano. Ovvio che noi ci crediamo, dobbiamo crederci. Per storia, tradizione, per cultura calcistica. Vero è che mancano i talenti, vero è che Antonio Conte in più di qualche occasione ha espresso le sue preoccupazioni per la mancanza di una prima punta forte, vero è che il nostro calcio continua a preferire gli stranieri nonostante i proclami da campagna elettorale. Ma siamo l’Italia, la stessa nazionale data per spacciata alla vigilia di quei mondiali che poi la videro trionfare nel 2006, la stessa che dopo una figuraccia a Sudafrica 2010 si è presa di forza la finale dell’Europeo due anni dopo. La stessa nazionale che puntualmente cade e puntualmente si rialza più forte. Il Ranking, impietoso a dir la verità, dice che siamo sotto la Slovacchia, l’Austria, sotto il Galles, appena 4 punti più su della Svizzera. Dobbiamo solo giocare.

COREA 2002 – Era dal girone di qualificazione ai Mondiali di Corea e Giappone 2002 che non figuravamo tra le teste di serie. Moreno a parte, quello è stato un Mondiale che avremmo potuto vincere. Il caos sollevato dall’indagine FBI ha chiaramente mostrato come il giro di corruzione durante quei mondiali sia stato uno dei più alti della storia della FIFA. Russia 2018 ha sollevato un polverone sin dal momento in cui è stata sorteggiata la Federazione russa come ospitante dei prossimi mondiali. Un polverone di poco più piccolo rispetto all’assegnazione di Qatar 2022. Queste stranezze però ci portano bene. Nella polvere abbiamo dimostrato di saperci fare comunque spazio.

 

 

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