Dalla Fiorentina al Parma, storia di grandi fallimenti del calcio italiano

Pubblicato il autore: Giovanni Remigare Segui

Parma Calcio 1913

Il calcio italiano negli ultimi anni ci ha abituati a clamorosi colpi di scena, classifiche stravolte al termine delle stagioni per inchieste, penalizzazioni e stravolgimenti societari che spesso hanno portato a incredibili fallimenti anche di grandi piazze come Firenze, Napoli e per ultimo Parma.
Andiamoli a ricordare i casi più clamorosi della storia più recente:

Nel 1994 viene dichiarato il fallimento della Triestina, squadra tagliata fuori dal panorama calcistico italiano, radiata. Dalle ceneri di quella squadra nasce la Nuova Unione Sportiva Calcio Triestina, che riparte dai dilettanti. Nel 2012, viene dichiarata nuovamente fallita e cancellata dai campionati professionistici, a causa di questo secondo fallimento le viene impedita l’iscrizione anche in Serie D in applicazione dell’articolo 52 comma 10 delle NOIF.

Lo Spezia al termine della stagione 2007/08 subisce la retrocessione dalla Serie B e anche il fallimento. La società verrà radiata, da li si chiamerà A.S.D. Spezia Calcio 2008 ripartendo dalla Serie D. Adesso in Serie B.

Tra le più clamorose troviamo quella della stagione 2001-2002 quando la Fiorentina retrocede nel campionato cadetto, ma a causa dei mancati pagamenti degli stipendi di calciatori e per gravi problemi economici viene dichiarata fallita. Nell’estate del 2002 viene fondata la Fiorentina 1926 Florentia da Leonardo Domenici, sindaco di Firenze; i viola ripartono dalla Serie C2, la società viene acquistata da Diego Della Valle e rinominata Florentia Viola. La stagione 2003-2004 la Fiorentina torna in Serie A.

Rimaniamo in Toscana e ricordiamoci del fallimento della Pistoiese nel 2008-2009. La squadra retrocede ai playout in Lega Pro Seconda Divisione, ma viene esclusa dal campionato. Dalla fine di questa società nasce l’Unione Sportiva Pistoiese Calcio 1921 S.r.l., che viene ammessa in sovrannumero nel Campionato di Eccellenza.

Da questo calvario è passato anche il Siena. Non iscritto al campionato di serie B per gravi problemi economici, la FIGC revoca l’affiliazione, e viene dichiarata fallita per dissesto finanziario. Da qui nasce la Robur Siena Società Sportiva Dilettantistica, partecipa al campionato di Serie D, ottiene la promozione in Lega Pro.

Una squadra piena di debiti, l’Associazione Calcio Perugia della famiglia Gaucci, fallisce. In seguito alla mancata iscrizione della vecchia società al campionato di Serie B, viene costituita una nuova società denominata Perugia Calcio ammessa in Serie C1. Nel 2010 viene dichiarato nuovamente fallimento e non si iscrive al campionato di Lega Pro Prima Divisione. Nasce un’altra società, l’Associazione Sportiva Dilettantistica Perugia Calcio, ammessa in Serie D. Oggi la squadra si trova in serie B.

Sotto il vesuvio, il Napoli,  nel 2004 unirà una crisi tecnica ad una clamorosa e compromessa situazione finanziaria, il tutto si sommerà e diventerà fallimento del club con conseguente perdita del titolo sportivo. Arriva Aurelio De Laurentiis che prende il titolo sportivo e iscrive la squadra, con la denominazione Napoli Soccer, al campionato di I Divisione. Nel 2007 il club partenopeo centra l’immediata promozione in Serie A, tornando in massima serie dopo 6 anni di assenza.

E’ il 1993 ed il Catania Calcio viene inizialmente radiato dalla FIGC per inadempienze finanziarie, ma poi viene iscritto al campionato dell’Eccellenza Sicilia. Pian pianino tornano nel calcio che conta, sfiorano l’Europa. Adesso si trova in Serie B, ma a causa del caos Pulvirenti e la compravendita di partite nella scorsa stagione, rischia, ad andar bene, la retrocessione in Lega Pro.

Rimaniamo in Sicilia, andiamo a Palermo, quando nel 1986 retrocede dalla Serie B, ma nel 1986-87 viene escluso dai campionati professionistici per inadempienze finanziarie. Nasce cosi l’Unione Sportiva Palermo, che viene ammessa alla Serie C2, adesso in Serie A.

Ma analizziamo il caso più recente, il Parma. Società con gravi problemi finanziari, rea di non aver effettuato pagamenti Irpef  e per questo motivo esclusa dall’Uefa. Ma il culmine della crisi degli emiliani viene raggiunto il 19 marzo 2015 con il fallimento del club gialloblù. Da qualche giorno, il 27 luglio, a Parma esiste una nuova società, la S.S.D. Parma Calcio 1913, che viene affiliata alla FIGC ed ammessa in sovrannumero in Serie D rappresentando così calcisticamente la città di Parma con Presidente, l’ex allenatore Nevio Scala.

Storia strane e paradossali, grandi piazze con la cultura del calcio, dello sport, ma con tanti problemi economici non gestiti in maniera corretta. Una lista che, secondo gli esperti, potrebbe crescere e portare altre società di grande livello a soffrire la stretta della morsa economica, ma soprattutto che potrebbero rimaner vittime della scellerata gestione di qualche loro dirigente. Calcio specchio della società……nulla di più vero.

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