Milan, quanto parla questo Romagnoli!

Pubblicato il autore: Simone Braconcini Segui

Romagnoli_MilanChe sia bravo in campo, molti lo dicono e sarebbero pronti a scommettere per lui un futuro radioso. Ma i 25 milioni spesi per un ragazzo di 20 anni, rischiano di far girare un po’ troppo la testa al pur bravissimo Alessio Romagnoli. Da quando si è concretizzato il suo trasferimento al Milan, è stato tutto un susseguirsi di dichiarazioni e proclami degni della più deleteria delle autocelebrazioni. Ha iniziato presto, Alessio Romagnoli, fin dal momento in cui ha messo piede a Linate: “I 25 milioni spesi per me? sono troppo pochi” -si è lasciato sfuggire l’imberbe virgulto, con un’ironia un po’ fuori luogo-. E poi questi continui riferimenti (da lui alimentati) con Alessandro Nesta, gestiti con enorme imbarazzo dallo stesso Nesta, che si è limitato ad augurare l’in bocca al lupo al ragazzino e a proferire per lui frasi affettuose di circostanza per un paragone così temerario. E quei gesti d’amore verso Mihajlovic, così frequenti, quasi provocatori verso i tifosi giallorossi. Oggi, sulla Gazzetta, ha persino parlato di Zidane, l’idolo che voleva emulare quando era bambino. Non c’è che dire, un carattere  (e delle dichiarazioni) un po’ particolari, quelle di Alessio Romagnoli. Che qualcuno, per il suo bene, lo faccia scendere da Marte e lo riporti sulla Terra. Il mondo del pallone è pieno di presunti predestinati che poi, all’atto pratico, falliscono miseramente, finendo nel dimenticatoio di un calcio che inghiotte tutto e tutti.

Speriamo che le persone che sono vicine ad Alessio riescano a captare questo realissimo pericolo e che facciano capire al giocatore che sarebbe meglio un atteggiamento diverso nei confronti della sua professione e della vita in generale. Perché un ragazzo che si fa immortalare con la maglia della Lazio (quando ancora veste quella della Roma) è un ragazzo innanzitutto da aiutare. Lungi da noi volerci assurgere a maestri di vita o a consiglieri estemporanei. Ma una riflessione, a questo punto, è comunque d’obbligo. Perché Romagnoli persevera in questo suo atteggiamento velatamente polemico contro il suo recentissimo passato romanista che non fa bene né onore a nessuno: innanzitutto non fa bene a lui, soprattutto quando rincara la dose e afferma (come ha fatto su La Gazzetta) che “non sarebbe rimasto alla Roma neppure se Garcia gli avesse garantito un posto da titolare”. Perché, come aggiunto dallo stesso Romagnoli in modo un po’ troppo sprezzante “per me contano i fatti e non le parole”. Esatto, Alessio: adesso inizia anche tu a fare i fatti. Perché di parole, già se ne sono sentite abbastanza.

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