Beffa Lazio: tredici secondi di troppo

Pubblicato il autore: Mauro Simoncelli Segui

 

Lazios players celebrate after scoring a goal during the UEFA Europa League Group G football match between Dnipro Dnipropetrovsk and Lazio Rome at Dnipro-Arena in Dnipropetrovsk on September 17, 2015. AFP PHOTO/GENYA SAVILOV (Photo credit should read GENYA SAVILOV/AFP/Getty Images)

Una vera beffa l’esordio in Europa League della Lazio in Ucraina contro in Dnipro, finisce 1-1 per colpa di tredici secondi di troppo concessi dall’arbitro Hunter hanno permesso alla squadra vicecampione della manifestazione di pareggiare ben oltre i minuti di recuperi concessi. Il pareggio non fotografa assolutamente quello che la partita ha fatto vedere con la Lazio capace di dominare per lunghi tratti il gioco, gestendo il possesso del pallone e costringendo alla difensiva una squadra che in questa stagione aveva fatto del suo campo un fortino inespugnabile con 5 vittorie su 5 senza subire neanche un gol. Pioli aveva ridisegnato la sua squadra più negli uomini che nello schema, affidandosi ancora al 4-2-3-1 che aveva portato alla vittoria domenica scorsa contro l’Udinese. Ben sei erano i volti nuovi però, Il redivivo Konko andava  a destra in difesa a sostituire Basta, Onazi a centrocampo affiancava Parolo, Felipe Anderson e  Kishna più l’esordiente dal primo minuto Milinkovic-Savic dietro l’unica punta, Alessandro Matri, match winner contro i friulani. Proprio dal talentuoso serbo sono arrivate le note più positive. Schierato a sorpresa da trequartista, ha davvero convinto per la maturità dimostrata, per i piedi buoni messi in mostra, con un fisico così imponente sempre al servizio della giocata migliore. Davvero un buonissima impressione e non solo per il gol del vantaggio di testa siglato al minuto 34 su assist perfetto di Kishna. Due classe 95 che spiegano perfettamente il percorso seguito in sede di calcio mercato dalla società quest’anno. Il gol arrivava a coronamento di un predominio sicuro da parte della Lazio anche se poi di occasioni clamorose non ce ne sono state a parte una incredibile capitata sui piedi di Matri perfettamente imbeccato da Onazi che in diagonale si faceva ipnotizzare dal portiere ucraino Boyko. Nel silenzio assordante dello stadio vuoto, causa una squalifica ricevuta in occasione dell’ultima partita casalinga della scorsa edizione dell’Europa League contro il Napoli, si sentivano solo le urla di gioia dei giocatori della Lazio in campo e di tutti gli altri componenti della partita, quando il serbo portava in vantaggio la Lazio. Si riprendeva nel secondo tempo e nulla era mutato sia nello schieramento che nell’atteggiamento laziale, sempre padrona del campo con il Dniper costretto a fare una partita più difensiva che altro. Erano tante le occasioni che si presentavano dove gli avanti laziali mancavano l’ultimo passaggio decisivo ed a volte sembravano un po troppo specchiarsi nelle loro giocate. Su tutti continuava a brillare sempre Milinkovic-Savic che sfruttava anche le sue doti atletiche per vincere ogni duello aereo in ogni parte del campo. Al termine di una bella azione personale serviva un cioccolatino davvero invitante a Kishna anticipato a due metri dalla porta oramai sguarnita da un recupero di un difensore. Poi Parolo ci provava dalla distanza senza fortuna, Matri fa tutto bene in un’azione successiva senza trovare però il tempo di battere di giustezza a rete. Marchetti è chiamato alla prima parata, peraltro di piedi su un diagonale di Anderson Pico, poi replica in presa plastica su un tiro dalla distanza ma è davvero poca roba. La sensazione è che con il passare dei minuti la Lazio si limiti a controllare il gioco, entrano Candreva e Keita per Kishna e Matri poi Mauri rilevava il migliore assoluto in campo, Milinkovic-Savic.

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Il Dnipro cerca il pareggio forse solo con il pensiero e non con le gambe e nel finale avanza il baricentro solo per calciare un paio di punizioni da posizione defilata che creano solo mischie in area. Poi al 2 minuto e 50 secondi di recupero dei 3 concessi dall’arbitro,  da un corner da sinistra della porta di Marchetti il pallone arriva in area, Candreva tenta di allontanarlo al volo ma colpendo male nel tentativo di allontanarlo, lo alza solo a campanile, la sfera arriva sui piedi di Leo Matos, un difensore arrivato lì più per caso che per altro, che ingaggia un duello con Gentiletti che lo bracca sulla linea di fondo e Parolo. Vince un rimpallo e riesce a mettere un pallone verso il centro della porta che coglie completamente sbilanciata la retroguardia laziale, sorprendendo anche Marchetti ma non il suo compagno Seleznyov, il giustiziere del Napoli la scorsa stagione che completamente solo, di testa appoggia in rete. Siamo al 3 minuto e 13 secondi dei 3 minuti di recupero concessi dall’arbitro Hunter. Oltre al danno di aver mancato una vittoria meritata e forse già decisiva per le sorti del girone, anche la beffa di un gol probabilmente irregolare perchè arrivato oltre il tempo di recupero già concesso.

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