Conferenza stampa Mancini: “Il Verona? Non è una gara scontata. Noi noiosi? Lo dicevano anche al City”

Pubblicato il autore: Andrea Sicuro Segui

Conferenza stampa Mancini

MANCINI: LA CONFERENZA STAMPA PRE INTER- VERONA Vigilia di Inter- Verona, quinta giornata del campionato di serie A. Il tecnico nerazzurro, Roberto Mancini, affida le proprie riflessioni ai giornalisti nella classica conferenza stampa pre match: l’obiettivo è mantenere lo stato di forma attuale che ha permesso alla sua squadra di raggiungere la prima posizione con quattro successi nelle prime quattro partite, cosa che non capitava all’Inter dalla stagione 2002- 03 con Hector Cuper in panchina (poi conclusasi al secondo posto dietro la Juventus a – 7). L’occasione è ghiotta anche perché i nerazzurri sono attesi da due gare consecutive a San Siro e il Verona domani si presenta in emergenza senza gli infortunati Toni, Marquez, Halfredsson, Rafael e Romulo. Ma Mancini non si fida degli scaligeri e in conferenza stampa ammonisce i suoi sul rischio di snobbare l’impegno. “Non esistono gare scontate – dice subito il tecnico dell’Inter – A Chievo, Carpi e l’inizio con l’Atalanta è stata dura. Solo il derby è andato diversamente. Bisogna sempre avere la concentrazione alta. Il Verona è solido e difende bene. Non avremo molti spazi per fare gol, ma dovremo fare il massimo. Non ci sarà Toni ma ci sarà comunque Pazzini e forse è anche peggio, perché è più mobile e ha esperienza. Il Verona ha carattere, penso che possa fare un ottimo campionato come l’anno scorso. Mandorlini è esperto e sarà un match difficile dove ci sarà da correre e da lottare”. Alla capolista spetta ora il compito di gestire l’euforia data dal momento positivo e confermare sul campo le indicazioni positive viste nelle prime uscite. “Le gufate fan parte del calcio – continua Mancini in conferenza stampa – E’ normale. Non abbiamo fatto niente di grandioso. Abbiamo vinto quattro partite. La squadra deve crescere e lavorare. E abbiamo modo di lavorare senza pressione. Speravo di partire bene. Ma noi siamo l’Inter, dobbiamo cercare di fare sempre il massimo. E’ importante partire bene per avere grandi motivazioni e capire quello che possiamo fare fino alla fine, per avere consapevolezza nei propri mezzi. Per arrivare fino in fondo bisogna lavorare molto di più””.

Tra i fattori degni di nota c’è sicuramente l’innesto di Felipe Melo, fortemente voluto dall’allenatore jesino, uno dei più positivi finora con il suo contributo di aggressività e fisicità in mezzo al campo. A tal proposito, Mancini difende il suo pupillo dalle critiche ricevute sulla sua condotta disciplinare in campo. “E’ stato il giocatore più corretto del match – ha affermato in conferenza stampa – Ha fatto solo un fallo. Ci può stare in una partita di calcio. Chi dice che è troppo aggressivo dice delle cose inesatte. Nel calcio le botte si prendono e si danno, ma lui ha l’esperienza giusta per capire come comportarsi. Questa settimana mi pare che abbiano esagerato su di lui e le cose dette sono state inesatte tranne per un fallo solo”. Invece sulle critiche ricevute per il gioco non brillante mostrato dalla sua squadra: “Anche quando ho iniziato col City dicevano la stessa cosa e spero si ripeta la storia – osserva Mancini – Sinceramente è dal 1982 che da quando una squadra è in testa, concede pochi gol,qualcuno si lamenta. Prima l’han detto della Juve, del Milan. In Italia si usa così, ma ci va bene ugualmente“. Alla domanda se l’Inter di adesso ha delle analogie con la sua prima Inter, il tecnico risponde: “Non si possono fare paragoni. Quella è stata una squadra che poi ha vinto tutto. Questa squadra non ha ancora vinto niente”. La squadra comunque sembra rispondere già bene alle sollecitazioni del tecnico nonostante sia stata rifatta quasi da zero. “Abbiamo preso giocatori dove eravamo carenti e dove dovevamo migliorare – ha spiegato poi Mancini in conferenza stampa- Abbiamo preso giovani ed esperti. Abbiamo poi lavoraro bene. Nessuno alla quarta giornata è perfetto e anche noi abbiamo delle lacune e dobbiamo lavorare su questo. Le vittorie ci danno consapevolezza e ci consentono di lavorare con serenità. Per una squadra di vertice l’importante è vincere. E alla fine vincerà chi ha giocato meglio“.

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Infine la conferenza stampa si sposta sui singoli: “Perisic? – commenta Mancini– L’abbiamo preso per fare la fascia, ma finché non conoscerà bene i suoi compagni deve ancora crescere. Ad ogni modo è un giocatore molto importanteMiranda ha fatto tutto con noi e sta bene. Domani valuterò se farlo giocare. Ljajic è un giocatore molto importante. Ha qualità tecniche straordinarie e quando incontri delle squadre che si difendono, può essere fondamentale. Murillo? Ci sarà con la Fiorentina. Brozovic in campo è possibile. Quando giocherà, altri riposeranno. Siamo venti”. Su Gnoukouri che rischia di non trovare più spazio con Felipe Melo in campo: “Di intoccabili non ce ne seono. Gnoukouri deve fare molta esperienza e il fatto di non giocare non importa. L’importante è già allenarsi con giocatori di qualità. Poi a gennaio vedremo se avrà bisogno di andare a giocare altrove. E’ un giocatore importante per il futuro dell’Inter”- conclude la conferenza stampa Mancini

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