Crisi Chelsea, Mourinho a rischio esonero?

Pubblicato il autore: Giuliano Tufillaro Segui

MANCHESTER, ENGLAND - OCTOBER 26: Chelsea Manager Jose Mourinho shouts orders during the Barclays Premier League match between Manchester United and Chelsea at Old Trafford on October 26, 2014 in Manchester, England. (Photo by Alex Livesey/Getty Images)

Nel Chelsea sta ufficialmente esplodendo il caso Mourinho: il pessimo avvio dei campionato dei Blues, che hanno collezionato appena 4 punti in 5 partite e vedono il Manchester City in fuga a punteggio pieno a +11 in classifica, mette in una posizione molto difficile l’allenatore portoghese, tanto che già cominciano a circolare le voci di un possibile esonero. In queste prime giornate il Chelsea è sembrata una squadra in totale confusione, in difficoltà in tutti i reparti, spesso travolta dagli avversari sul piano del ritmo e del gioco. Anche uno dei proverbiali punti di forza del gioco di Mourinho, la solidità difensiva, sembra essere svanito nel nulla alla luce dei 12 gol subiti in 5 match. Della squadra schiacciasassi capace di dominare letteralmente il campionato l’anno scorso e di vincerlo con un discreto anticipo sembra non esservi più traccia. Qualcosa si è inceppato nella macchina perfetta comandata da Mourinho, ed è scattato l’allarme; e il presidente Abramovich non ha mai mostrato particolare remore nel cambiare allenatore quando i risultati non arrivano. Anche molti giornali inglesi, come il “Mail On Sunday” e “l’Evening Standard”, iniziano a ipotizzare che il tecnico potrebbe essere sollevato dall’incarico se i risultati non dovessero cambiare. Dopo l’ultima sconfitta subita per 3-1 sul campo dell’Everton, Mourinho ha in ogni caso ostentato sicurezza e respinto le critiche al mittente, sostenendo di essere il miglior manager possibile per il Chelsea.

In realtà, Mourinho in questo avvio di stagione aveva già manifestato insofferenza in parecchie circostanze: il clamoroso litigio con la massaggiatrice Eva Carneiro è stato fonte di numerose polemiche a livello mediatico, che spesso hanno assunto carattere di stampo femminista. Mourinho non ha mostrato particolare soddisfazione anche per le operazioni di mercato del Chelsea, che secondo lui non hanno rinforzato a sufficienza la squadra, non approvando in particolare l’arrivo del difensore ex Nantes Djilobodji ed entrando in aperta polemica con la società. Il portoghese sta quindi rivivendo con paralleli inquietanti la stagione 2007/2008, in cui si vide costretto a dimettersi dalla guida dei Blues anche in quel caso dopo un inizio di stagione fallimentare. Quindi per lui non si tratterebbe neanche di una prima volta. D’altro canto, è curioso constatare come l’allontanamento dell’allenatore abbia spesso portato fortuna al Chelsea, se si guardano alcuni casi avvenuti nel recente passato: nel 2008 fu Avram Grant a sostituire Mourinho alla guida del club, e il Chelsea raggiunse la finale di Champions League dove però perse ai rigori col Manchester United. Invece nel 2011/2012 il Chelsea iniziò la stagione con Villas Boas alla guida, che venne poi allontanato e rimpiazzato da Roberto Di Matteo, che riuscì nella storica impresa di vincere la prima e unica Champions League nella storia del club londinese, battendo ai rigori il Bayern Monaco addirittura in casa dei tedeschi. Considerati i precedenti, Abramovich potrebbe essere tentato di valutare attentamente una soluzione del genere…

A Mourinho non resta che aggrapparsi alla Champions League: mercoledì è previsto l’esordio del Chelsea in casa con il Maccabi Tel Aviv, impegno non proibitivo sulla carta che potrebbe restituire in caso di vittoria serenità nell’ambiente dei Blues. Senza però dimenticare che fu proprio dopo una gara di Champions League che Mourinho rassegnò le dimissioni, anche in quel caso una gara di esordio casalinga: gli avversari erano i norvegesi del Rosenborg e la partita terminò 1-1. Altre coincidenze inquietanti?

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