Dai tuffi nelle fontane a una carriera in caduta libera : la crisi del signor Rossi

Pubblicato il autore: Simone Braconcini Segui

1139b9817cbIl primo sentimento, leggendo in questi ultimi anni la carriera di Delio Rossi, è quello di una tristezza infinita. Tristezza infinita per un uomo e un allenatore che si era dimostrato bravo, serio e preparato. Assurto agli onori della cronaca giovanissimo e ribattezzato il “nuovo Zeman” per Delio Rossi, all’inizio, erano soltanto osanna: Foggia, Salernitana, Lecce, in un crescendo di emozionanti successi e meritati riconoscimenti. Poi, gli anni della Lazio: quattro stagioni vissute intensamente. Diventa l’idolo dei tifosi, conquista un piazzamento nei preliminari di Champions e vince una Coppa Italia. Anche un derby vince,  e si tuffa nella gelida fontana del Gianicolo (siamo a dicembre), a Roma, per far felici i suoi tifosi. Ma le cose cambiano presto. Mai tuffo si rivelerà così jellato.

Vive un’altra stagione in chiaro scuro a Palermo ma dopo quel tuffo inizia il lento, inesorabile declino. E anche incredibili storie di brutti gesti. Rifila uno schiaffo al giovanissimo Ljajic quando è in panchina a Firenze. A seguito di quest’episodio, Delio Rossi viene immediatamente esonerato dalla dirigenza viola e il giorno successivo viene squalificato per tre mesi dal giudice sportivo. Ma Rossi perde la testa anche contro il romanista Burdisso e mostra al difensore giallorosso il dito medio in un Samp-Roma del 10 febbraio 2013. Il tecnico viene poi fermato dal Giudice Sportivo per due giornate e la Samp gli rifila una pesante multa. Di lì a poco, anche l’esonero. Le cose, per fortuna solo sul piano tecnico, non vanno meglio al Bologna dove, dopo una sofferta promozione in serie A (gran parte del merito fu di Lopez che guidò i rossoblù per quasi tutto il campionato) sono arrivate in A tre sconfitte consecutive che fanno già traballare la panchina dell’allenatore di Rimini, passato, in pochi anni, dalle stelle alle stalle. Auguriamo a lui una pronta risalita. Sotto ogni punto di vista.

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