Doping in Champions: Il 7,7% dei giocatori con valori alterati

Pubblicato il autore: Danilo Aurilio Segui

La Uefa sospetta doping

Come tutti sanno sia sportivi che fan compresi, il doping è sempre stato un argomento combattuto e in esso ci sono sempre stati pareri contrastanti da parte di miliardi di medici di tutto il mondo. L’unica differenza che nel calcio l’argomento doping non è mai stato approfondito come negli altri sport. La realtà è che i giocatori fino ad adesso non sono mai stati accusati di reale doping, ma solamente uso di sostanze stupefacenti come per esempio la cocaina. Eppure recentemente uno studio della Uefa ha messo in chiaro alcuni concetti fino ad ora mai svelati o scoperti. In un buon 7,7% dei giocatori partecipanti alla Champions League a partire dal 2008 fino al 2013 , sono stati scoperti dei valori di testosterone più alti del normale, e ciò ha portato a pensare subito al doping. Come è stato detto precedentemente l’Uefa stessa ha sempre smentito il doping calcistico o l’uso di sostanze dopanti nel calcio, ma attraverso uno studio anonimo eseguito di recente, su ben 4000 giocatori, i risultati sembrano smentire ciò che si è sempre detto e pensato.

Il Doping nel calcio esiste?

Questa domanda è una di quelle a cui non si può rispondere con certezza, tranne se non fossimo in un laboratorio analisi e sapremo con certezza i risultati usciti. I primi a non voler alzare troppo polverone sono proprio quelli della Uefa che in un’intervista recentemente hanno detto ” Ovviamente i dodici laboratori che hanno effettuato le analisi hanno usato procedure diverse e particolari, di fatto non possiamo avere certezza al 100% sui risultati”. Che nessuno vuole realmente ammettere l’esistenza o l’inesistenza del doping nel calcio è chiaro, ma un altro fatto abbastanza chiaro è che durante il periodo che parte dal 2008 fino al 2013 ben 879 calciatori hanno riportato valori oltre il consentito di testosterone. In più 68 analisi mostrano un possibile uso di steroidi anabolizzanti. I risultati che dimostrerebbero l’uso di doping sono stati pubblicati nelle ultime ore dal Sunday Times in Inghilterra, una notizia che ha scottato milioni di fan e amanti del pallone di tutto il mondo. Per non accusare nessuno lo studio è stato realizzato in maniera completamente anonima, il metodo era semplice. I giocatori una volta terminata la partita davano dei campioni di urine alla Uefa, che dopo averli raccolti tutti li mandava nei laboratori in anonimato e specializzati nell’analisi di tutti i calciatori.

Il doping nel calcio

Il caso doping continua…

Se nessuno ha mai sentito nominare la parola “nandrolone” è la conferma che non si è mai approfondito il doping nello sport più amato al mondo, il calcio. Il termine conosciuto dagli esperti, indica lo steroide trovato nelle urine di alcuni giocatori facente parte del campionato di Serie A e di Serie B. In verità lo “scandalo” doping era stato preannunciato in precedenza dalle dichiarazioni dell’ ex allenatore di Roma e Napoli, Zdenek Zeman. Quando venne fatta la dichiarazione, i giocatori con valori alquanto strani erano solamente due, quest’anno però dalle analisi effettuate e mostrate i giocatori che risultano sospetti di doping sono molti di più. La situazione è strana e non è ben chiara, se ciò fosse vero lo scandalo distruggerebbe il mondo del calcio infierendo prima sullo sport e poi a livello penale. Le pene sono piuttosto pesanti, prima di tutto il giocatore con accusa di doping rischierebbe dai 3 mesi ai 3 anni di carcere, una multa abbastanza salata che potete ben immaginare, e pene ancora più pesanti per i medici o dottori che aiutano i giocatori nella somministrazione di sostanze dopanti. Se si fanno due conti a tavolino, oltre ai giocatori e personale responsabile di doping, le prime a rimetterci sarebbero sicuramente le società che rischierebbero dei crolli azionari molto pesanti e le difficoltà per uscirne sarebbero elevatissime.

 

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