Alessandro Florenzi, un gol che parte dal 2011

Pubblicato il autore: Federico Montalto Segui

florenzi
La serata di Champions League di ieri ha regalato a tutti gli appassionati di calcio, ma soprattutto ai tifosi della Roma, una perla di cui godere per molto tempo: la rete del pareggio contro il Barcellona di Alessandro Florenzi è una di quelle perle da vedere e rivedere almeno un centinaio di volte, un video per spiegare ai giovani calciatori cosa significhi avere personalità e genio in campo. Un gol da centrocampo su cui il malcapitato Ter Stegen non ha potuto far altro che raccogliere il pallone dal fondo della sua porta, mentre il numero 24 giallorosso raccoglieva applausi dagli spalti dell’Olimpico. Uno stadio che ha visto crescere un giocatore che con il tempo è diventato fondamentale per qualsiasi allenatore sedesse sulla panchina della Roma, da Ranieri a Montella, da Luis Enrique a Rudi Garcia. Alessandro Florenzi è diventato, e lo sarà ancora a lungo, il simbolo di questa Roma, una squadra che vuole e può lottare per traguardi importanti, soprattutto in una stagione in cui la Juventus sta dimostrando di soffrire il cambio generazionale.

I tifosi presenti ieri allo stadio Olimpico hanno potuto apprezzare la definitiva consacrazione di Florenzi come uno dei più forti calciatori nel suo ruolo, un esterno in grado di coprire alla perfezione tutta la fascia, ottimo in fase offensiva, in netto miglioramento in quella difensiva. Il gol di ieri sera è soltanto la naturale conseguenza del lavoro svolto da Florenzi nel corso della sua carriera, in cui ha dimostrato fin dall’inizio di essere un calciatore e un uomo con la testa sulle spalle, che ha fatto della professionalità e del sacrificio le sue caratteristiche principali. Lo ha capito subito Bruno Conti, che lo ha fortemente voluto nella Primavera della Roma: il giovane Alessandro è riuscito immediatamente a conquistare l’ex calciatore giallorosso e Alberto De Rossi, allenatore della Primavera. La fiducia nel ragazzo è tantissima, le sue qualità si vedono già allora: nella stagione 2010-2011 Florenzi è già titolare inamovibile e capitano della Roma Primavera Campione d’Italia e, nel finale della stessa stagione, arriva anche l’esordio in Serie A contro la Sampdoria, quando sostituisce Francesco Totti, come a suggellare un ideale passaggio del testimone.

L’anno successivo Florenzi ha la possibilità di mettersi in mostra con il prestito in Serie B al Crotone. Nel campionato cadetto segna subito 11 reti, tra cui la prima perla del suo repertorio, una splendida punizione a giro sotto l’incrocio dei pali nella gara contro il Grosseto. La splendida stagione disputata con il Crotone gli vale la possibilità di giocarsi le sue carte con la maglia della Roma, la squadra della sua città, accettando lo stipendio minimo sindacale. Proprio grazie alla sua personalità, non sente affatto il peso della responsabilità e si dimostra subito importantissimo per i giallorossi a suon di gol, come quelli segnati a San Siro contro il Milan in campionato e contro l’Inter in Coppa Italia.

La stagione 2013-2104 è, probabilmente quella che segna la svolta nella carriera di Florenzi: in panchina siede Rudi Garcia, che decide di cambiargli ruolo posizionandolo come esterno d’attacco. Nella nuova posizione Florenzi si trova subito a suo agio e continua a sfornare gol e assist per i compagni. Le reti del calciatore romani non sono mai banali, ne sa qualcosa il Genoa: a gennaio del 2014 la Roma si impone con il risultato di 4-0 sui rossoblu e, ad aprire le marcature, ci pensa come al solito Florenzi con una spettacolare rovesciata dal vertice dell’area che si infila sul palo lungo. Ancora il Genoa, nella stagione successiva, farà da spettatore di un’altra perla di Alessandro, un coast to coast di 50 metri palla al piede concluso con una bomba sotto l’incrocio della porta difesa da un incolpevole Perin.

Due reti che hanno giocato un ruolo fondamentale nella storia di Florenzi, due gol che mostrato il carattere, la tecnica, la fantasia e, probabilmente, anche un pizzico di sana follia, tutte caratteristiche che distinguono un buon giocatore da un campione. Carattere, tecnica, fantasia e un pizzico di follia: gli ingredienti per un gol spettacolare segnato da 60 metri ad una squadra di alieni, campioni di Spagna e d’Europa, un gol che cambierà radicalmente le sorti della Roma ma, soprattutto, di Alessandro Florenzi.

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