Inter, 365 giorni dopo la storia si ripete: un altro 1-4

Pubblicato il autore: Andrea Sicuro Segui

Inter- Fiorentina 1-4

POST INTER FIORENTINA 1-4: Il day after di Inter- Fiorentina è momento di riflessioni per il popolo nerazzurro che ancora stenta a credere che quella scesa in campo ieri sera a San Siro fosse la squadra capace fino ad allora di fare un filotto di cinque vittorie consecutive e di raggiungere la vetta in classifica. Il tempo è galantuomo e saprà dire se per la squadra di Roberto Mancini si è trattato di un brusco ridimensionamento oppure di un incidente di percorso; nel frattempo emergono però alcune importanti e inquietanti analogie con il passato recente che quantomeno fanno riflettere.

Esattamente un anno fa, il 28 settembre 2014, alla quinta giornata l’Inter portava in dote 8 punti conquistati nelle precedenti quattro gare (frutto delle vittorie con Sassuolo e Atalanta e dei pareggi con Torino e Palermo) e l’avversario di turno era il Cagliari di Zeman che si presentava a San Siro da ultimo in classifica a un solo punto. Non solo: i nerazzurri avevano sino ad allora incassato un solo gol, dovuto tra l’altro a un errore del singolo (in tal caso Vidic) nella partita al Barbera contro i rosanero terminata 1-1. Insomma, i dati erano dalla parte dei padroni di casa e tutto lasciava presagire che difficilmente ci sarebbero state sorprese. E invece i sardi vinsero sonoramente 4-1 andando subito in vantaggio con Sau al 9′, poi dopo il momentaneo pareggio di Osvaldo al 17′ i nerazzurri rimasero in dieci per l’espulsione di Nagatomo e da lì la partita prese una piega favorevole agli ospiti che dal 28′ al 43′ dilagarono con una tripletta di Ekdal permettendosi anche il lusso di sbagliare un rigore con Cossu. Il tonfo fu clamoroso e anche il primo segnale di una stagione fallimentare nonostante le buone premesse iniziali per la squadra allora allenata da Walter Mazzarri, che di lì a un mese sarebbe stato esonerato in favore del ritorno di Mancini. Curiosamente, oggi come allora, ci sono dei punti dei contatto con la débacle interista di ieri sera, a prescindere da quelle che saranno le sorti della squadra in campionato, attesa ora da una pronta reazione: intanto l’atteggiamento iniziale, spaesato come mai era capitato prima; una fase difensiva imbarazzante con tre reti incassate in un arco di tempo ridotto (dal rigore di Ilicic al 2′ al secondo gol di Kalinic sono passati soltanto 23′) ed un’espulsione subita (Miranda lo sfortunato protagonista della serata di ieri), un avversario capace da solo di mettere in ginocchio la difesa (da Ekdal a Kalinic, entrambi autori di una tripletta), una reazione soltanto abbozzata dinnanzi al dominio dei rivali (ieri con la rete di Icardi sullo 0-3). Inter- Fiorentina è stata un pò tutto questo. Ma al di là del sinistro precedente vanno fatti dei distinguo che lasciano ottimisti.

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Intanto la formazione iniziale: Handanovic, Andreolli, Vidic, Juan Jesus, Nagatomo, Hernanes, Medel, Kovacic, Dodò, Osvaldo, Palacio. Questi gli uomini schierati da Mazzarri in quell’Inter- Cagliari. Nulla a che vedere con quelli schierati ieri sera da Mancini: Handanovic, Santon, Miranda, Medel, Telles, Guarin, Melo, Kondogbia, Perisic, Icardi, Palacio. Una squadra completamente diversa, tranne isolate eccezioni (Handanovic, Medel, Palacio), e che a conti fatti sembra oggettivamente più forte per disputare un campionato di vertice come nelle aspettative e questo autorizza a pensare che la prestazione di ieri sera possa essere catalogata proprio come un incidente di percorso, fisiologico in un gruppo profondamente rinnovato negli interpreti (da questo punto prendere simili batoste all’inizio può essere anche salutare). Poi l’avversario: è improponibile porre sullo stesso piano la Fiorentina di oggi, che da anni gioca un calcio spettacolare e con Paulo Sousa ha acquistato quella solidità difensiva che mancava con Montella tale da porla sullo stesso piano delle pretendenti allo scudetto, con il Cagliari di allora che trovò il primo acuto a San Siro ma ben presto finì risucchiato in zona retrocessione e a fine anno scese in serie B (con Zeman esonerato a Natale). Per questo la batosta di ieri deve sì indurre a tutte le riflessioni ma al tempo stesso bisogna evitare di cadere nello sconforto e seguire l’onda emotiva classica del tifoso interista, storicamente abituato a passare dall’esaltazione allo sconforto in un battito d’ali. Tempo per recuperare c’è n’è.

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Post scriptum che autorizza i tifosi interisti a tutti gli scongiuri: dopo quell’Inter- Cagliari, la settimana successiva i nerazzurri andarono al Franchi e rimediarono un’altra sconfitta, stavolta per 3-0. Domenica l’Inter va invece a Marassi contro la Sampdoria. Come andrà a finire stavolta?

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