Inter, addio Fassone: i profili dei possibili sostituti

Pubblicato il autore: Federico Montalto Segui

fassoneDopo tre anni si è ufficialmente conclusa l’avventura di Marco Fassone all’Inter. La notizia era nell’aria ormai da qualche giorno, ma ieri è arrivata la conferma ufficiale anche da parte della società: Fassone lascia la sua posizione da direttore generale della società nerazzurra, che adesso si prenderà un po’ di tempo per pensare al sostituto. La decisione è arrivata in seguito ad alcuni screzi tra lo stesso Fassone e Michael Bolingbroke, amministratore delegato dell’Inter e uomo di fiducia del presidente Thohir. Tre anni di lavoro all’Inter conclusi con un breve comunicato apparso ieri pomeriggio sul sito ufficiale dei nerazzurri, un annuncio firmato proprio da Bolingbroke: “Vorremmo ringraziare Marco per il suo lavoro nei tre anni trascorsi all’Inter. Ha sempre fatto del suo meglio per la Società, gli auguriamo ogni successo per il futuro“.

Poche parole, forse anche a confermare le voci sul rapporto non proprio idilliaco tra Fassone e Bolingbroke. La storia si è conclusa definitivamente con l’uscita dell’ormai ex direttore generale, in lacrime, dalla Pinetina: “E’ una decisione che non mi aspettavoha detto Fassone a “Il Giornale” -, il mercato si è chiuso con 18 milioni di rosso, ma era tutto concordato con Thohir”. Ieri pomeriggio il saluto definitivo alla squadra, adesso l’Inter deve pensare ad un sostituto. Per il momento i nerazzurri stanno pensando ad una soluzione temporanea, in modo da avere tutto il tempo per prendere la decisione migliore e scegliere l’uomo giusto: come anticipato ieri, nell’immediato sarà proprio Bolingbroke ad assumere sia deleghe sportive che finanziarie, poi l’Inter andrà a caccia di un profilo in grado di adattarsi bene alla struttura societaria e di mantenere i nerazzurri ad alti livelli. Thohir e il suo staff stanno valutando due diverse strade da percorrere: la prima vedrebbe aumentate le responsabilità di Roberto Mancini, che diventerebbe a tutti gli effetti un Manager in stile campionato inglese, e un ruolo più importante per Javier Zanetti, che farebbe da tramite tra la società e i giocatori; la seconda strada, invece, punta a mantenere inalterata la struttura della società e vedrebbe l’inserimento di un uomo di altro profilo. In questo momento si fanno tre possibili nomi, quelli di Pierpaolo Marino, Giovanni Gardini e Roberto Zanzi.

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Pierpaolo Marino, nato ad Avellino nel 1954, inizia la sua carriera all’Avellino, ma viene immediatamente notato dal Napoli che decide di portarlo nello staff partenopeo con il difficile compito di costruire una squadra attorno a Diego Armando Maradona. Dimostra immediatamente grandi capacità e, anche grazie ai suoi colpi, il Napoli riesce a conquistare lo Scudetto. Decide di lasciare dopo l’arrivo di Luciano Moggi, con cui non riesce ad instaurare un rapporto lavorativo. Dopo alcuni anni tra Roma, Avellino e Pescara, si trasferisce all’Udinese, dove impianta l’attuale modello gestionale dei friulani: l’attenta gestione dei giovani e la scoperta di nuovi talenti diventa il marchio di fabbrica della società di Pozzo, caratteristiche che mantiene ancora oggi. Terminato il rapporto con l’Udinese, nel 2004 torna a Napoli e si rende protagonista di due grandi acquisti, quelli di Marek Hamsik e Ezequiel Lavezzi. Nonostante l’ottimo rapporto con De Laurentiis e la prospettiva di un rinnovo, nel 2009 lascia ancora la Campania per trasferirsi all’Atalanta, dove rimarrà sino ad agosto del 2015.

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Giovanni Gardini, attuale dirigente dell’Hellas Verona, dimostra subito grande competenza e professionalità a Padova, dove ricopre la carica di direttore generale per 10 anni. Si trasferisce al Treviso dal 1999 al 2008, con una parentesi alla Lazio durata tre anni, dal 2003 al 2006. Due anni di allontanamento dal mondo del calcio, poi il Livorno nel 2010, prima di approdare, due anni dopo all’Hellas Verona, dove contribuisce agli acquisti di giocatori importanti per Mandorlini, come Toni e Iturbe.

Roberto Zanzi, 48 anni, è un grande conoscitore del mondo del calcio nonostante la giovane età. Ex direttore generale di Siena e Atalanta, è stato cercato con insistenza qualche anno fa dal Napoli di De Laurentiis proprio come sostituto di Pierpaolo Marino. Ha collaborato a lungo con Andrea Mandorlini, attuale allenatore dell’Hellas Verona: i due hanno lavorato insieme proprio all’Atalanta ma, dopo l’esonero dell’allenatore, la posizione di Zanzi ha cominciato a traballare, sino alle definitive dimissioni nel 2009. Dal 2011 ha ricoperto il ruolo di direttore generale del Bologna per tre anni.

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Il presidente dell’Inter, Erick Thohir, analizzerà con attenzione i profili dei possibili candidati al ruolo di direttore generale della società nerazzurra. Una decisione potrebbe essere presa già nelle prossime settimane.

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