Kondogbia: una partita per cancellare le critiche

Pubblicato il autore: Federico Montalto Segui

KondogbiaKONDOGBIA INTER – Quattro vittorie in quattro partite e l’Inter di Roberto Mancini si ritrova a guardare tutti dall’alto verso il basso in questo avvio di campionato, che vede i nerazzurri in vetta e le altre big palesemente in difficoltà. L’ex allenatore, tra le altre, di Galatasaray e Manchester City sembra aver trovato la quadratura del cerchio dopo 6 mesi di transizione e un mercato che ha rivoluzionato completamente l’Inter costruita da Walter Mazzarri un anno fa. Tra i rinforzi di mercato va annoverato anche Geoffrey Kondogbia, uno dei talenti più puri del calcio francese, un giocatore che potrà sicuramente scrivere la storia della sua Nazionale. Kondogbia è arrivato all’Inter dal Monaco dopo una trattativa di mercato infinita: sembrava destinato al Milan, ma proprio una telefonata di Mancini sembra aver convinto il giocatore a scegliere la Milano nerazzurra. Un’operazione da circa 35 milioni di euro, un prezzo giudicato troppo alto dalla maggior parte dei tifosi dell’Inter, che si aspettavano un impatto diverso in questo inizio di campionato. Messa da parte la gioia per la vittoria nel derby di domenica scorsa contro il Milan, gran parte della stampa e dei supporters nerazzurri hanno aspramente criticato la prestazione di Kondogbia, addirittura parlando di “crisi”: si sa, il calcio è un mondo particolare, basta una partita per ergere un giocatore ad idolo assoluto oppure per declassarlo a “bidone”, spesso senza possibilità di appello. Al centrocampista francese è stata rimproverata una grande confusione nello schieramento tattico di Mancini, di essere incapace di svolgere al meglio i dettami tattici dell’allenatore e di essere, addirittura, anche un po’ svogliato.

Leggi anche:  Stefano Tacconi ricorda Maradona: "Il gol che mi fece su punizione è stato il secondo più bello di sempre"

Nell’analisi della partita di Kondogbia contro il Milan non si considera il fatto che si trattava soltanto della terza partita ufficiale del giovane francese, che ha compiuto pochi mesi fa 22 anni, con una squadra totalmente nuova e attualmente senza una reale amalgama tra tutti i componenti. Inoltre bisogna valutare il lavoro svolto durante la preparazione estiva: escluse le evidenti differenze tra i metodi del Monaco e quelli dell’Inter, giocatori con la struttura fisica di Kondogbia fanno sempre molta fatica ad arrivare al top della condizione già ad agosto e settembre, ma necessitano di qualche settimana in più rispetto a giocatori brevilinei e con una muscolatura meno possente. La partita di ieri contro il Chievo Verona è stato l’esempio lampante di come tutti i giudizi arrivati dopo il derby fossero, quanto meno, affrettati: Kondogbia è stato, senza ombra di dubbio, il migliore in campo, in grado di coniugare al meglio sia la fase difensiva che quella offensiva. Probabilmente avrà ancora da lavorare sul piano fisico, ma il centrocampista francese ha dimostrato di poter fare la differenza nella mediana dell’Inter, coadiuvato da un preziosissimo Felipe Melo.

Leggi anche:  Moggi sulla morte di Maradona: "Chi lo insultava ora lo osanna. Mi fanno pena! Ecco alcuni retroscena su di lui"

A Verona, Kondogbia ha messo in luce, oltre alle doti atletiche, anche quelle tecniche, facendo intuire i motivi della scelta di Roberto Mancini, che lo ha voluto fortemente per dargli, anche se in parte, i compiti che spettavano a Mateo Kovacic, trasferitosi al Real Madrid. Sul giudizio affrettato dei tifosi, probabilmente, pesa anche il mancato arrivo di Yaya Tourè in estate: il centrocampista del Manchester City sembrava ad un passo dall’arrivo a Milano, ma poi sfumò tutto. Quasi sicuramente da Kondogbia ci si aspetta un futuro come quello del calciatore ivoriano, ma attualmente è troppo presto per fare paragoni tra i due giocatori. Il francese ha ancora bisogno di maturare e di crescere, anche dal punto di vista tattico, e con Mancini potrebbe riuscirci al meglio. La partita di ieri potrebbe essere la svolta nella stagione di Kondogbia, ma i tifosi nerazzurri devono avere la pazienza di aspettarlo e di non criticarlo ai primi errori. Il francese diventerà sicuramente una pedina fondamentale per lo scacchiere di Mancini, ma bisognerà aspettare ancora qualche mese prima di dare giudizi definitivi.

  •   
  •  
  •  
  •