Lazio: ci pensa Matri

Pubblicato il autore: Mauro Simoncelli Segui

Lazio's Alessandro Matri (L) jubilates with Danilo Cataldi after scoring the 2-0 goal during the Italian Serie A soccer match s.s.Lazio - Udinese Calcio at Olympic stadium in Rome, 13 September 2015. ANSA/CLAUDIO PERI

Ci pensa l’ultimo arrivato Alessandro Matri a riportare alla vittoria la Lazio, una doppietta dell’ultimo arrivato regala i 3 punti contro una battagliera Udinese. A volte il calcio è più semplice di quello che si pensi, a volte basta mettere i giocatori giusti al posto giusto e d’incanto ritrovi geometrie, giocate e anche quei gol che poi ti fanno vincere le partite. La Lazio si era presentata a questa partita con tanti dubbi e poche certezze, le ultime due sconfitte con sette gol subiti e nessuno segnato avevano minato non poco le sicurezze di tutti i giocatori e la squadra schierata da Pioli nel primo tempo rifletteva paure e timori del momento. Oltre al rientro di Marchetti in porta, era apparso abbastanza forzato quello del capitano Mauri, reintegrato in rosa da poco più di un mese, ma Pioli sapeva che doveva prima di tutto restituire qualche certezza in più ai proprio ragazzi, quindi l’esperienza proprio del capitano più il ritorno al 4-2-3-1 ma con Lulic e non Anderson, insieme a Candreva dietro l’unica punta Keita avevano questa finalità. Con questo schieramento la squadra è apparsa infatti più quadrata e nel primo tempo non ha offerto nemmeno un’opportunità all’Udinese, schierata tutta nella propria metà campo con la stessa intenzione di giocare la stessa partita vinta contro la Juventus a Torino. Il diluvio incessante che si è abbattuto sullo stadio Olimpico, soprattutto nel primo tempo, ha reso tutto ancora più difficile per la Lazio che non è mai riuscita a trovare la strada giusta per allargare il gioco, facendo girare la palla velocemente e scardinare lo schieramento difensivo dei friulani. Solo Candreva sembrava prendersi più responsabilità rispetto ai compagni al quale sembrava pesare di più l’importanza della partita e infatti gli unici tentativi, seppur da lontano, erano proprio dell’esterno azzurro che peraltro non impegnavano Karnezis. Per Marchetti solo tanta acqua presa come spettatore non pagante. La ripresa si apriva con le squadre più disposte a tentare di fare di più per vincere. Ci provava la Lazio con Parolo ma era il positivo Ali Adnan, laterale sinistro iracheno dell’Udinese ad avere sul piede, purtroppo per lui, quello sbagliato, la prima vera palla gol, ma la sparava nella curva vuota alle spalle di Marchetti. Al minuto 56 Pioli decideva di cambiare tattica. Fuori Candreva e Lulic, dentro Felipe Anderson e Matri con Keita, comunque tra i migliori almeno per impegno fino a quel momento, a giostrare sulla più amata fascia sinistra. La Lazio è apparsa subito trasformata. Anderson a destra e Keita a sinistra finalmente allargavano il gioco seguendo i dettami dell’allenatore e non permettevano più agli esterni friulani di ripartire dando così una mano alla manovra e la Lazio aveva più facilità nel recuperare palla.

WCENTER 0XPJBDUEHC Lazio's Alessandro Matri (C) jubilates with his teammates after scoring the 2-0 goal during the Italian Serie A soccer match between SS Lazio and Udinese Calcio at Olimpico Stadium in Rome, 13 September 2015. ANSA/CLAUDIO PERI

Proprio da una di quelle accelerazioni con cui Felipe Anderson lo scorso anno aveva fatto innamorare i suoi tifosi, questa volta dalla sinistra, arrivava il vantaggio laziale. Dribbling stretto, veronica e palla bassa radente sul primo palo dove si avventava fulmineo, da attaccante vero appunto, Matri che di piatto di prima intenzione faceva secco Karnezis. Era il sospirato gol del vantaggio che faceva esplodere l’Olimpico e Matri festeggiava a suo modo sotto la Nord abbracciato da tutti i compagni. Il vantaggio apriva la partita, Colantuono faceva entrare Di Natale per Thereau e Marchetti era prontissimo con la manona, in tuffo proteso sulla destra a salvare il vantaggio su un insidioso sinistro a giro di Kone. Al minuto 73 però, proprio il greco non era lesto a sbrogliare una situazione in area e permetteva sempre a Matri di rubargli tempo e  pallone e fulminare di sinistro sotto le gambe Karnezis. 2-0 partita chiusa. Nove minuti ci sono voluti per entrare nel cuore dei tifosi, nove minuti trascorsi tra un gol e l’altro che permettono alla Lazio di salire a quota sei in classifica, scrollarsi di dosso ansie e paure e affrontare l’esordio di giovedì prossimo in Europa League in Ucraina con un altro spirito. Era il giocatore che serviva in questo momento con i due bomber designati Klose e Djordjevic ancora fermi ai box. Era la speranza a cui aggrapparsi per ripartire in questa stagione che, nonostante le apparenze, è appena cominciata.

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