Le pagelle di Roma-Carpi: Pjanic sugli scudi, si svela Vainqueur

Pubblicato il autore: Massimo Scialla Segui

pagelle di Roma-Carpi

La Roma torna alla vittoria dopo la brusca frenata degli ultimi due turni di campionato, e lo fa in modo rotondo: il punteggio finale è di 5-1 sul Carpi di Castori, che si conferma la peggior difesa del campionato con un totale di ben 15 gol al passivo (quasi tre a partita). Diamo un’occhiata ai migliori ed ai peggiori della gara, con le pagelle di Roma-Carpi.

ROMA:

De Sanctis, 7: la deviazione sullo 0-0 del tiro di Borriello e la doppia parata in occasione del rigore di Matos gli valgono un gran voto. Liberazione.
Maicon, 6.5: lontano dai giorni migliori, ed il ritardo sul rigore lo dimostra, ma uno sparring partner può aiutare a ricordare. Spesso in zona d’attacco per la Roma, assist per la rete di Digne e dai suoi piedi parte il tiro che per gentile concessione di Brkic cosegnerà il gol a Gervinho. Ma, come dice il proverbio, una rondine…
Manolas, 7: dall’inferno in paradiso, è bello che sia proprio lui a sbloccare il match dopo la brutta serata di Genova. Duelli in velocità con Matos: vinti; duelli fisici con Borriello: vinti. Che vuoi di più?
De Rossi, 6.5: si sta ambientando bene nel nuovo ruolo di centrale difensivo, ma pensa ancora troppo da centrocampista. Un paio di giocate troppo rischiose ed una chiusura da big. Continuità.
Digne, 6.5: corre tantissimo, brucia la fascia. Bene in difesa, quando c’è bisogno, sempre presente nella manovra offensiva. Primo gol in maglia giallorossa e crescita ripresa. Ritrovato.
Keita, s.v.: dopo le critiche relative ai piazzati offensivi, pronti-via va vicinissimo al gol da calcio d’angolo. Esce troppo presto per essere giudicato.
Nainggolan, 6: la brillantezza di corsa che gli è propria manca da qualche partita, ma anche a mezzo servizio raggiunge la sufficienza. Temperamento.
Pjanic, 7.5: lo diciamo sottovoce, ma sta trovando continuità su standard elevati. Dai 20 ai 30 metri è spietato, sempre. Sentenza.
Gervinho, 6.5: si scateni il dibattito sui meriti suoi ed i demeriti di Zaccardo/Romagnoli/Gagliolo. Se scatta fa male; il gol, da parte sua, non è mai scontato. Flash.
Salah, 6.5: non splendido nella prima frazione, troppi dribbling falliti; poi più partecipe e coinvolto, ci mette ancora lo zampino. Timbro.
Dzeko, 6.5: trova sempre il modo di prendere il pallone nella densità dell’area avversaria. Prevalentemente lavoro di sponda, da profondità e guadagna la punizione che porta al 2-0. Preoccupano le condizioni del suo ginocchio. Spia.
Vainqueur (dal 21′), 6.5: si immette nel traffico dopo l’infortunio di Keita, e si limita a cose semplici, ma fatte bene. Il giocatore sembra valido: tocchi di prima, giro-palla e corsa. In tema di proverbi, rosso di sera…
Totti (dal 46′ al 54′), s.v.: otto minuti per dare il là al gol del 4-0. Sacrificio da capitano – si fa male – per portare un contropiede dall’esito quasi certamente vincente.
Iturbe (dal 55′), 6: l’impegno è sempre altissimo, ma la testa troppo sul pallone. Si intestardisce, corre dritto per dritto sperando di sfondare le linee nemiche. Di coccio.

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Garcia, 6.5: l’idea di allargare la difesa avversaria con due ali pure si rivela vincente, perchè anche se la linea arretrata (e non solo) del Carpi rimane accartocciata su Dzeko, Salah e Gervinho trovano una marea di spazi. Cambi obbligati.

CARPI:

Brkic, 5: gli arrivano da tutte le parti, fa qualche buona parata e commette un errore da matita rossa su tiro di Maicon, respingendo tra i piedi di Gervinho. Mal di testa.
Zaccardo, 5: troppi errori in appoggio, soprattutto Gervinho gli crea grossi problemi. Insufficiente.
Romagnoli, 4.5: la pressione dell’attacco avversario sembra mandarlo in tilt nell’unico tempo giocato, il primo, quando sbaglia tutte le scelte in impostazione. Sostituito nell’intervallo, forse per aggiungere un attaccante (di Gaudio), o forse per disperazione. Giornata no.
Gagliolo, 5.5: il migliore del terzetto difensivo, fa quel che può per mettere i bastoni tra le ruote della Roma, che però oggi va a cingoli. Ruvido.
Letizia, 5.5: solitamente impiegato come attaccante esterno aggiunto, grazie alle sue doti di corsa. Contro i giallorossi le stesse doti debbono servire in ripiegamento. Duttilità.
Bianco, 5: una partita piuttosto “incolore” quella del centrocampista del Carpi. Il palleggio non è tra le sue doti naturali, e rimane spesso aggirato dai fraseggi avversari. Anonimo.
Cofie, 4.5: errori continui, falli non necessari e palloni consegnati all’avversario più vicino. Ha dimostrato di saper fare molto meglio. Danno.
Fedele, 5: il centrocampista svizzero corre, ma non nel migliore dei modi. Il filtro non gli riesce ed i raddoppi sono troppo lenti. Sarà per la prossima.
Silva, 5: l’esterno ex-Udinese non ha piedi sopraffini, nè un’intelligenza tattica da allenatore consumato, ma lo scatto è di quelli brucianti. Peccato che a turno gli capitano velocisti del calibro di Salah e Gervinho (peraltro ritrovato), che rischiano di farlo diventare matto. Proprio a me.
Matos, 5: partita buona quella del brasiliano ex-Fiorentina, che ci mette l’impegno e la corsa. Dialoga discretamente con Borriello, ma sbaglia il rigore (non del pari, sia chiaro, ma dell’ipotetico 5-2) che gli sarebbe valso una sufficienza abbondante. Hai fatto 30… (ultimo proverbio, promesso).
Borriello, 6.5: da ex di turno che si rispetti è quello che crea più difficoltà alla retroguardia della Roma. Corre, difende il pallone, e conclude, pericolosamente per giunta. Certo non può fare tutto lui, anche se in un paio di occasioni si mette in proprio con discreto successo. Il migliore dei suoi. Orgoglio.
Di Gaudio (dal 46′), 6: entra bene in partita, si fa vedere con tagli continui verso l’area di rigore avversaria, durante uno dei quali viene (forse) atterrato da Maicon, procurandosi il rigore. Spina.
Lazzari (dal 55′), 5: non riesce ad incidere, forse non era la situazione ideale per un suo ingresso, o semplicemente non ha le doti per cambiare una partita sulla quale si è posata da 3 minuti circa la pietra tombale del 4-1. Impotente.
Lasagna (dal 71′), 6: sostituisce un esausto Borriello e da brio all’attacco dei suoi. La fisicità non è quella di chi può tenere alta la squadra nel tentare un’impossibile rimonta, ma la velocità crea qualche grattacapo ai romanisti sul settore difensivo di centro-sinistra. Interessante.

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Castori, 5: una squadra come la sua non può sperare di fare la partita all’Olimpico, ma il Carpi visto in questo sesto turno è davvero troppo rinunciatario. Affidarsi alle ripartenze dei soli Borriello e Matos, praticamente mai accompagnati da altri, sembra un’impresa titanica. Perde prima di giocarla.

Irrati, 5.5: la partita non è difficile da arbitrare, ed il direttore di gara della sezione di Pistoia prova a lasciar correre alcuni contatti di gioco, ma all’appello mancano un paio di gialli per “mezzi” falli tattici. Il rigore assegnato al Carpi è dubbio, ma una volta fischiato deve per forza di cose ammonire Maicon. Coerente.

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