Milan, la difesa è un problema. Troppi gol subiti e sulle fasce non si corre

Pubblicato il autore: Gioacchino Moncado Segui

Milan-Fiorentina serie AL’esame superato ad Udine, seppur con tante difficoltà, dal Milan permette al tecnico rossonero Mihajlovic di poter preparare al meglio l’insidiosa trasferta di Genova che rappresenta un altro importante esame di maturità nel percorso di crescita del Diavolo. Udine ha lasciato buone indicazioni al mister serbo ma anche cattive sensazioni specialmente quando la squadra è stata chiamata a subire la pressione asfissiante dei giocatori friuliani. L’assetto difensivo della formazione rossonera, dopo le “ sistemazioni” in corso d’opera fatte da Mihajlovic sul centrocampo che adesso rispetto alle primissime giornate del campionato sembra aver trovato maggiore quadratura, è quello che adesso necessità di piccoli accorgimenti per evitare di uscire ogni sacrosanta partita con almeno un gol subito. Mihajlovic nella gara di ieri ha , probabilmente, peccato di poco coraggio quando dopo pochi minuti dall’inizio della ripresa ha deciso di togliere dal campo il buon Calabria , perché ammonito,  inserendo al suo posto il roccioso Alex e spostando sulla destra Zapata, che fino a quel momento insieme a Romagnoli aveva dato grande solidità al reparto arretrato del Milan. Questa scelta del tecnico ha mandato in confusione la squadra mettendo in evidenza nello stesso momento anche l’imbarazzante condizioni fisica di Alex che più ha dovuto arrancare per chiudere gli attacchi della formazione di Colantuono.  Assodato che Zapata non ha il passo per fare cio che faceva diverso tempo fa al Villareal, e cioè il terzino destro, al Milan è mancata in questa circostanza la presenza di un leader difensivo in grado di dettare i tempi di uscita della squadra dal pressing dell’Udinese.  Ha provato a farlo Romagnoli ma  con esiti altalenanti dovendo fare i conti probabilmente anche con lo scarso affiatamento con il compagno di reparto Alex.  La gara di Udine ha lasciato in eredità la consapevolezza che nel Milan di oggi non si può prescindere dalla coppia centrale Zapata – Romagnoli nonostante il bottino dei gol subiti possa far pensare alla necessità di rivedere qualcosa nel duo di centrali rossoneri. Quello che Mihajlovic è chiamato a modificare in queste settimane è invece l’atteggiamento dell’intero reparto difensivo apparso , non soltanto ad Udine, troppo remissivo dal punto di vista caratteriale. Cosa questa che di conseguenza ha sempre permesso alle squadre avversarie di prendere coraggio e mettere in difficoltà i rossoneri.

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Questa transizione passa innanzitutto da una maggiore propensione alla spinta dei due terzini. Calabria è un cavallo di razza, lo si è visto in occasione delle volte in cui è stato utilizzato , ma ha bisogno di essere “ educato” tatticamente. Il coraggio non manca al giovane terzino destro e su quella fascia il Milan sembra aver trovato quello che mancava da tempo. E’ ovvio che la spregiudicatezza, tipica di un giovane, fa il paio con l’inesperienza, specialmente in fase difensiva, che il Milan potrebbe essere costretta a pagare come dazio per la presenza in campo  del suo giovane gioiellino. A sinistra De Sciglio, invece, rimane ancora troppo timido pur avendo migliorato in questo inizio di stagione le proprie prestazioni rispetto a quelle offerte nella passata stagione. Quello che era stato definito, forse un po  troppo frettolosamente, l’erede di Paolo Maldini soffre quando si trova ad affrontare avversari rapidi che gravitano dalle sue parti e non sempre il versante sinistro della difesa milanista è stato al sicuro in questo inizio di stagione ( basti pensare al secondo gol del Palermo di domenica scorsa).  Antonelli ed Abate , che probabilmente quando torneranno in salute si riprenderanno i loro posti da titolari, offrono maggiore “ esperienza” ma anche in questo caso sarà l’intuito ed il coraggio di Mihajlovic a decidere quale potrà essere lo spazio a disposizione per i due più giovani terzini rossoneri.  Nella speranza che non finiscano come il povero Ely, bruciato dopo soltanto mezzora a Firenze e mai più riproposto dal tecnico serbo.

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