Roma, Garcia: sempre gli stessi sbagli

Pubblicato il autore: Redazione Segui

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Si sa che fare l’allenatore in una città come Roma non è certo facile e Garcia, al terzo anno nella Capitale, probabilmente lo ha capito da tempo. Stupisce, allora, che anche quest’anno, il tecnico francese stia ripetendo gli stessi errori che nella scorsa stagione stavano per costargli l’accesso diretto alla Champions League e hanno portato la Roma lontanissima dalla Juventus vincitrice dello scudetto. Sotto accusa, in particolare, la scelta della formazione andata ieri in campo con il Sassuolo: perché tutti quei cambi rispetto alla gara con il Barcellona? Perché privarsi contemporaneamente di entrambi gli esterni, Florenzi e Digne, apparsi peraltro tra i più in forma della squadra? Mettere in campo sia Maicon, assente da circa sette mesi, sia Torosidis, oltretutto non sulla fascia di competenza, certo non ha giovato alla Roma, che ha perso quella spinta sulle fasce che era parsa la sua arma migliore nelle precedenti uscite. E cosa dire di Dzeko? Il bosniaco è già apparso uomo fondamentale in questa squadra, non solo per i gol che ha realizzato e realizzerà, ma anche e soprattutto per ragioni tattiche. Mettere al suo posto un uomo come Totti non è la stessa cosa: d’accordo, il Capitano ha segnato, ma la manovra degli avanti giallorossi non è apparsa particolarmente fluida. Infine il carattere: dov’è finita la grinta mostrata contro la Juventus in campionato e il Barcellona in Champions League? Possibile che Garcia non riesca a caricare la squadra ogni volta allo stesso modo? D’accordo, il Sassuolo non è né la Juve né il Barca, ma è pur sempre una buona squadra che in passato ha ogni volta fatto soffrire la Roma. A Garcia il popolo dei tifosi chiede una maggiore coerenza nelle scelte, che non devono penalizzare gli uomini più in forma, e una cattiveria che deve essere presente in tutte le partite e per tutti i 90 minuti. E’ troppo?

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