Sentenza Calciopoli: “Tutto il potere nelle mani di Moggi”

Pubblicato il autore: Redazione Segui

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E’ stata depositata oggi, 9 settembre, la sentenza Calciopoli della Cassazione, che consta di ben 150 pagine. Ricordiamo che il processo relativo al più grande scandalo degli ultimi anni sul calcio si è concluso il 23 marzo scorso con la prescrizione di gran parte dei reati attribuiti a Luciano Moggi e agli altri imputati. Con la sentenza di oggi siamo a conoscenza delle motivazioni della Suprema Corte, secondo la quale Moggi è da considerarsi “l’ideatore di un sistema illecito di condizionamento delle gare del campionato 2004-2005 (e non solo di esse)”. Ma non solo. La sentenza Calciopoli aggiunge che l’ex Direttore Generale della Juventus si è reso colpevole sia del reato di associazione a delinquere, sia di frode sportiva “in favore della società di appartenenza (la Juventus)”, riuscendo inoltre ad ottenere “vantaggi personali in termini di accrescimento del potere (già di per sé davvero ragguardevole senza alcuna apparente giustificazione)”. Sempre secondo la Cassazione, Moggi aveva una “incontroversa abilità di penetrazione e di condizionamento dei soggetti che si interfacciavano con lui”. Ancora la Suprema Corte evidenzia come Moggi facesse diverse “incursioni negli spogliatoi degli arbitri a cui non lesinava giudizi aspramente negativi sul loro operato”, esercitando così un “potere di interlocuzione aggressiva e minacciosa, frutto soltanto di un esercizio smodato del potere”. Moggi è quindi da considerarsi a tutti gli effetti come l’ideatore di “quel sistema di comunicazione impenetrabile e riservato per comunicare con arbitri ed altri tesserati”. Sentenza Calciopoli, insomma, destinata ancora una volta a far discutere, specie alla luce della prescrizione dei reati imputati a Moggi.

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