Simone Pepe: “Juve mentalità vincente. Conte? Il migliore che ho avuto. Con il Chievo salviamoci e divertiamoci”

Pubblicato il autore: Samuela Rubino Segui

Simone pepe

Simone Pepe ha già stabilito un record: è l’unico ad essere primo in classifica da 5 stagioni consecutive. Ebbene si, l’ex Juve, passato in questa sessione di calciomercato al Chievo Verona, dopo essersi laureato Campione d’Italia con la Juventus per 4 anni consecutivi, continua questo primato con il suo nuovo club ; di certo dice a ‘La Gazzetta dello Sport’ – E’ fantastico ma restiamo con i piedi per terra: abbiamo fatto un’ottima partenza, ma lottiamo per la salvezza. Anzi: prima ci salviamo, poi ci divertiamo –.
Sabato sera Simone Pepe ritornerà allo Juventus Stadium, la sua casa per tutti questi anni e rincontrerà, oltre il pubblico sugli spalti che gli è stato vicino per tutto il tempo del suo lungo infortunio e non solo, anche i suoi ex compagni: “Ho parlato con Barzagli, Bonucci e Chiellini: sono sicuro che si riprenderanno. E sabato sera, comunque vada, andrò a cena con gli ex compagni. Negli ultimi due anni e mezzo più che giocare ho portato la bandiera. Causa infortunio ho cercato di guardare avanti e la mia positività mi ha aiutato. Sono stato sfortunato perché sono stato il primo ad avere questo tipo di problema, c’è stato bisogno di tempo per trovare la cura”.
Simone Pepe, un perno importante soprattutto dentro lo spogliatoio parla così della sua Juve e di questi anni passati in bianconero: “Quello che abbiamo fatto in questi 4 anni è frutto della mentalità vincente: un pareggio alla Juve è come una sconfitta. Giocare nella Juve è un privilegio. Sapevo che non sarebbe stato facile, lì non ti aspettano. Il primo anno siamo arrivati settimi, con Conte siamo ripartiti e abbiamo fatto l’impresa: uno scudetto sulla carta impossibile. E’ stato il più bello: era inaspettato. Il mio gol più bello? Il gol alla Lazio uno dei più belli, assieme al gol al Parma all’esordio allo Stadium e alla festa d’inaugurazione del nuovo stadio. E’ stata un’idea vincente: quando giochi lì ti senti davvero a casa. Penso che per vincere serva una base di giocatori italiani: solo noi quando perdiamo stiamo male”.
La finale di Champion sfuggita e l’umore post-partita: “La Juve può vincere il quinto scudetto consecutivo e andare avanti in Champions League perché è forte, ha perso giocatori importanti ma la mentalità è vincente. Arrivare a Berlino è stato un sogno che si avvera, ma il giorno dopo è stato terribile. A fine partita eravamo demoralizzati, è stata un’occasione che a tanti, compreso me, non ricapiterà mai più. Ai miei compagni ho detto: stasera è brutta, ma domani sarà peggio. Infatti alle 6.40 eravamo tutti a scrivere nella chat di squadra. Nessuno aveva chiuso occhio. L’amore dei tifosi mi rende ancora più orgoglioso perché non sono un campione. La mia Juve aveva 5-6 campioni (Tevez, Vidal, Pirlo, Buffon e Barzagli) e tanti bravi giocatori. Li ho conquistati dando tutto in campo”.
Infine dice la sua sul suo ex allenatore Antonio Conte: “E’ un perfezionista, il miglior che ho avuto. Allegri è un bravo allenatore arrivato al mo- mento giusto: ha gestito il gruppo in maniera perfetta. Lippi è un grande motivatore, lui e Conte si assomigliano”.

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