Totti compie 39 anni: Perché è lui il capitano più amato di sempre

Pubblicato il autore: Erika Lolli Segui

images (4)Se vai all’estero e dici Roma, probabilmente, ti sentirai rispondere: Colosseo, Totti. Tanto basta nell’immaginario comune a descrivere quanto, il capitano della Roma, Francesco Totti sia passato da giocatore a vero e proprio simbolo di una città, di una squadra, di una storia nazionale di cui andare fieri. Oggi Francesco Totti compie 39 anni ed è più importante che mai per la società AsRoma e per i suoi tifosi. Applaudito, osannato, e tatuato sulla pelle di centinaia di fan: Totti è il Capitano più amato di sempre nella storia del calcio Italiano. Un amore, quello per il calcio, che è nato insieme a lui. Da quando nel 1983 muove i primi passi nella Fortitudo Luditor, poi con la Smit Trastevere, passando per la Lodigiani sino al suo esordio con la Roma in seria A  il 28 Marzo del 1993 nella partita Brescia Roma, che termina con la vittoria della Roma per 2 a 0.

Una carriera constellata di successi: Campione d’Europa nell’under 21 nel ’96, due Supercoppa di Lega nel 2001 e nel 2007, conquista dello storico scudetto con la Roma nel 2000/1, vittoria del Campionato Mondiale nel 2006 in Germania. A tale palmares, vanno poi aggiunti i titoli individuali: Scarpa d’oro e capocannoniere della seria A nel 2006/7, due Guerin d’oro e una decina di Oscar del calcio AIC. Totti, è inoltre, il giocatore con più presenze in maglia gialorossa, nonché miglior bomber italiano in attività.

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Non solo i titoli a fare di lui una leggenda, ma la figura costante di quel ragazzo innamorato del calcio, che non lo ha mai abbandonato e che lo contraddistingue dai tanti fenomeni del settore. La madre Fiorella racconta che Francesco con il pallone ci andava a dormire. Giocava sempre; prima di entrare a scuola la mattina, poi appena uscito correva al parco, finendo la sera a palleggiare sul balcone di casa, in quel primo piano in Via Vetulonia. Ogni muretto diventava una porta dove esercitarsi e segnare. Quel suo carattere introverso svaniva quando incontrava il campo, perché lui alle parole ha sempre preferito il gioco. E lo ha dimostrato negli anni, in un ambiente dove ci sono tante prime donne, dove il successo può farti perdere di vista chi sei. Francesco è rimasto umile, concreto, generoso verso i compagni, e con la stessa voglia di giocare di quando era un 13 enne magro e biondissimo con la sua palla in mano e la maglia di lana sotto la divisa. È sempre rimasto lontano dalla vita mondana, sempre fiero della sua unica squadra che da ragazzo seguiva con i Boys in curva Sud, quella squadra alla quale ha dedicato una vita intera. Ecco le parole di un suo vecchio amico e compagno di classe, significative nella descrizione: “Francesco non lo ha mai saputo raccontare quanto è romanista, forse persino quanto è ultras, quanto ci tiene a quella maglietta, quanta roba c’ha dentro, non ha saputo nemmeno dire ti amo quella sera in Curva Sud per un motivo soltanto, quello che anima tutti i grandi innamorati: per timidezza. Francesco non ha saputo mai raccontare quant’è romanista e per lui che è la Roma, significa non raccontare se stesso. La sua grandezza sta tutta lì, nella sua timidezza“.

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Quando lo guardiamo oggi, vediamo la stessa timidezza nei suoi occhi, la stessa fame di vittoria che non muta, che si trovi in campo o lì in panchina a tifare per i suoi compagni. In ogni partita ci ricorda quanto può fare la differenza quel ragazzino innamorato della Roma. E allora, basta parlare di Totti al passato. Totti è un eterno presente che si ha il privilegio di vivere e apprezzare. Un uomo, un professionista e un fuoriclasse che non risponde alle critiche di chi lo vorrebbe al tramonto, ma poi come al solito prende la palla tra i piedi, perché è lei la sua voce, e allora ti convince in pochi minuti, che non solo non è finito, ma che forse il meglio deve ancora venire.

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