Allegri: pro e contro di un allenatore che spacca

Pubblicato il autore: Maurizio de Strobel Segui

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Allegri sì o Allegri no? Nulla, in Italia, è più umorale del calcio e quindi oggi Allegri sì, perché due sere fa la Juventus ha vinto in Champions League contro il Siviglia mettendo in mostra anche un buon gioco. Ma fino a 3 giorni fa era Allegri no, perché la Juve veniva dalla sconfitta con il Napoli e dal pareggio casalingo con il Frosinone. E come sarà dopo il Bologna? Dipenderà dal risultato, naturalmente. Allegri è un allenatore che, fin dal suo arrivo, ha spaccato la tifoseria juventina: arrivando subito dopo Conte, il tecnico dei tre scudetti consecutivi, e con un passato milanista, è stato accolto malissimo dalla stragrande maggioranza dei tifosi. Poi, a forza di vittorie e bel gioco, ha pian piano conquistato anche il più scettico dei tifosi. Ma quest’anno, complice una partenza con il freno a mano tirato, ha di fatto resuscitato tutti i suoi detrattori, pronti a dire “io l’avevo detto che non valeva niente e lo scorso anno ha vinto solo perché ha sfruttato il lavoro di Conte!”.

Allegri: pregi e difetti

Non è Mourinho, non è Guardiola, non è Ancelotti, giusto per citare tre tra gli allenatori più vincenti degli ultimi anni: Allegri è Allegri. Punto. Migliore di tanti, peggiore di pochi. Ha le sue idee tattiche e va per la sua strada, senza ascoltare il parere di questo o quell’esperto o presunto tale. Mette poca bocca sul mercato, lascia che siano i dirigenti ad occuparsi di questo, e poi lavora con la rosa che gli viene messa a disposizione. Con i giovani ha un buon rapporto, ma non gli piace lanciarli nella mischia frettolosamente, vuole che prima maturino in allenamento, che capiscano bene il suo credo. Così ha fatto con Morata, così sta facendo con Dybala. Allegri è uno che crede nel proprio lavoro e non si scoraggia facilmente. E’ bravissimo a preparare le partite da dentro o fuori, quelle da Champions League per intenderci, mentre nelle corse lunghe a volte stecca qualche colpo. Non è uno che si piange addosso ed è abituato a tirare fuori il meglio da quello che ha. Allegri non ha il guizzo geniale di chi, cambiando improvvisamente ruolo a un giocatore, ne tira fuori a sorpresa un campione, ma è bravo a gestire i campioni che ha a disposizione. Insomma, Allegri è questo: prendere o lasciare.

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