Amarcord Italia-Norvegia: 17 anni fa ci pensava Bobo Vieri (video)

Pubblicato il autore: Simone Meloni Segui

Italia-Norvegia 1-0, la gioia azzurra per la rete di Vieri
Erano ancora gli anni in cui vedere una partita della Nazionale equivaleva a un qualcosa di sacro ed emozionante. Le “Notti magiche” di Italia ’90 erano un ricordo lontano otto anni, ma io ero troppo piccolo e pur avendole vissute fisicamente, non potevo annoverarle tra i momenti indelebilmente incamerati dalla mia testa. Usa ’94 è stato il primo vero evento calcistico che io ricordi. Una sofferenza atroce. Giusto epilogo al primo approccio con il football. Lacrime e delusione dopo una finale persa ai rigori, con gli errori di due mostri sacri del pallone italiano come Baggio e Baresi.

I pomeriggi del mondiale transalpino li ricordo come fosse oggi. Avevo appena terminato le elementari e di fronte a me un altro cambio epocale si prospettava, il passaggio alle scuole medie inferiori. Ci ritrovammo, assieme a un altro manipolo di amici, a radunarsi gli uni con altri nelle rispettive case. Perché era così che si faceva, lo sport doveva e dovrebbe ancora, essere aggregazione e divertimento. L’esordio fu a Bordeaux, contro il Cile, in un torrido pomeriggio dell’11 giugno 1998 alle 17,30. Per entrare in clima gara, come facevamo sempre, andammo prima a tirare due calci nel vicino campetto dell’oratorio. Così, tanto per calarci nei panni dei giocatori che da lì a poco sarebbero scesi in campo. Un match sofferto per l’undici di Maldini, al cospetto di un avversario tosto e quadrato. Ai gol di Vieri e Baggio rispose una doppietta del laziale Salas. Poi vennero il Camerun, steso con un netto 3-0, e l’Austria, regolata per 2-1 a Saint-Denis. 

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Si aprivano allora le porte degli ottavi di finale. Ed a questi è legato il mio primo ricordo di Italia-Norvegia. Pescammo proprio gli scandinavi. A casa avevo l’album di figurine del Mondiale. Tore Andre Flo, che poi militò anche in Italia, con la maglia del Siena, Solkjaer, l’eroe della finale di Champions League Manchester United-Bayern Monaco, Eggen, Berg e una formazione complessivamente temibile.

Al Velodrome di Marsiglia i ricordi legati al calcio italiano non sono certo dei migliori. Le luci soffuse di Marsiglia-Milan gridano ancora vendetta quel 27 giugno di 17 anni fa. Eppure ci pensa Vieri, dopo appena 18′, a mettere le cose in chiaro. Un diagonale secco che batte l’estremo difensore norvegese e la seguente esultanza, a sedere, con Alex Del Piero. Un gol che reggerà tutta la partita e ci permetterà di raggiungere i quarti. Contro la Francia. Sarà un’altra grande delusione, con i sogni azzurri che si infrangeranno sulla traversa colta da Gigi Di Biagio ai calci di rigore. Ci rifaremo otto anni dopo, contro i francesi, sempre ai rigori. Ma quella è un altra storia.

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Intanto stasera all’Olimpico si torna ad affrontare la Norvegia. In una partita poco importante dal punto di vista della qualificazione, con i ragazzi di Conte già certi di prendere parte all’Europeo che, gioco del destino, si svolgerà proprio in quella Francia teatro di quel campionato mondiale di fine anni ’90. Era un’altra Italia, senz’altro, forse all’apice della sua espressione calcistica, con talenti in ogni zona del campo. Il livello è indubbiamente sceso e i nostri vivai soffrono di una crisi senza precedenti, starà alle generazioni future non far rimpiangere i ricordi di ciò che fu e far sì che in futuro ci siano altri bambini pronti a piangere ed a ricordare una partita di pallone disputata da ragazzi con la maglia azzurra addosso.

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