Arbitri, la Lazio è infuriata. E il Toro trema.

Pubblicato il autore: Simone Braconcini Segui

sas-lazNon è piaciuta alla Lazio la direzione di gara dell’arbitro Guida. A Reggio Emilia, contro il Sassuolo, il rigore dopo una manciata di minuti concesso dal direttore di gara campano per fallo su Cannavaro, ha fatto infuriare il presidente Lotito. A fine gara, Lotito ha ordinato a tutti il silenzio più assoluto. Non ha detto nulla sull’accaduto il ds Tare, né i giocatori. Solo una timida protesta, quella dell’allenatore Pioli, che si è limitato a dire come quella decisione (giudicata sbagliata, Cannavaro avrebbe simulato) abbia segnato il corso della gara. Lotito non vuole pubblicamente attaccare gli arbitri. Il presidente ha sempre preferito evitare rimostranze plateali. Ma chi lo conosce, assicura che in questi giorni si farà sentire in..separata sede. E con gli organi direttamente competenti.
Lotito prepara il piano. Chiederà (e  lo farà a modo suo) maggiore trasparenza nelle designazioni e di evitare arbitri che, sempre a suo dire, abbiano in passato commesso qualche errore nei confronti della Lazio, possano reiterare questi errori. Poi Lotito chiederà che questi errori (presunti) non si ripetano più, reclamando maggiore attenzione e lucidità negli arbitraggi di qui in avanti. E intanto non ci stupiremmo se, conoscendo la nomea di persona “influente” nel “palazzo” che Lotito si è fatta (non sta a noi giudicare se a torto o a ragione), il Torino non avrà qualcosa da dire o da puntualizzare nell’immediata vigilia della gara che opporrà, domenica prossima alle ore 18, i granata di Ventura proprio alla Lazio di Lotito. Non vorremmo certo essere nei panni del fischietto che verrà designato a dirigere questo spinoso incontro. Allo stadio ci sarà clima pesante e atmosfera non certo idilliaca. Si preannuncia una settimana rovente.
L’incontro Lazio-Torino, inoltre, sarà un incontro importantissimo per l’alta classifica, visto che entrambe le formazioni sono negli immediati vertici del campionato. Speriamo, al di là delle polemiche e delle prese di posizione più o meno ufficiali che ciascuno ha preso in questa settimana, che Lazio-Torino sia una bella partita, con un arbitro di polso che non si faccia condizionare dalle polemiche (troppe) scaturite dagli ultimi sviluppi del campionato. E da quello che è successo a Reggio Emilia. Sarebbe un peccato che una partita di così buon livello, passasse in secondo piano per qualche possibile ulteriore errore da parte di un arbitro. Dovrà essere un arbitro attento, di polso, che non si faccia condizionare e che interpreti tutti gli episodi con grande attenzione e concentrazione.
Ma, si sa, l’Italia è il paese delle polemiche: ogni settimana, non a caso, viene stilata una classifica “alternativa” che tiene conto degli “errori arbitrali”. E allora, secondo chi l’ha ideata, in quella classifica si vedrebbe quali sono state le squadra più penalizzate dagli errori arbitrali e quali le più premiate. Un modo curioso di riassumere il corso di una stagione, ma che la dice lunga sul clima spesso di veleni che circonda il nostro calcio. Questo tipo di atteggiamento tuttavia, affonda le proprie radici anche in una sorta di approccio “culturale” alla vita in generale: c’è chi, nella vita, da ottimista, ritiene che tutto sia buono, giusto e onesto; e chi, invece, è più scettico e per questo portato ad essere più malizioso. E, nel calcio, queste opposte filosofie trovano il loro naturale sfogo.

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