Auguri Diego: 55 anni di follia e talento da più forte di tutti

Pubblicato il autore: Luca Bonaccorso Segui

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Cose da fare questa mattina: scrivere un pezzo su Diego Armando Maradona, il quale oggi spegne 55 candeline.
Ho tempo a disposizione, vado su youtube e cerco qualche video del Pibe de oro: ed è così che la giornata cambia. Gli occhi si riempiono di gioia ed ammirazione.
Rimango, nonostante siano immagini viste e riviste miliardi di volte, a dir poco allibito: chi ama il calcio ama Maradona. Specialmente chi considera lui come la personificazione del calcio.
Diego aveva una tecnica pazzesca: col sinistro stoppava il pallone in maniera divina, calciava in maniera meravigliosa e metteva il pallone esattamente dove voleva lui.
Diego aveva una grande velocità: ogni scatto era fulminante e soprattutto riusciva a correre molto più veloce degli altri col pallone attaccato al piede.
Diego, lo buttavi giù solamente con un tackle: ma un intervento fatto bene, coi tempi giusti, altrimenti lui ti faceva passare il pallone di sopra e bye bye.
Diego era un folle: durante il riscaldamento al San Paolo faceva il giocoliere, ballava e si muoveva a passi di musica col pallone appiccicato.
Diego ha vinto con tutte le maglie, sempre da protagonista, sempre segnando gol decisivi oppure facendoli fare ai compagni: lui aveva quel qualcosa di sovrannaturale che gli consentiva sempre di fare la cosa giusta al momento giusto.
Diego è stato l’unico folle uomo capace di decidere una delle partite più tese addirittura con un gol di mano: la mano de Dios, ricordatevi, che è la sua.
Diego era drogato, dicono i moralisti o chiunque non voglia accettare la dura realtà che un ragazzino proveniente dal Sud America ha scritto la storia del calcio e ha sempre attaccato i suoi nemici senza mai nascondersi dietro un microfono con frasi fatte.
Diego era Il dies, La Mano de Dios, Il Pibe de Oro: Diego era ed è, con buona pace di Messi, il calcio.

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Maradona era il più grande di tutti perchè faceva con le arance quello che a noi calciatori sembrava impossibile fare col pallone (Franco Baresi)

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