Cerci al veleno: “I fischi dei tifosi del Toro? una pugnalata alle spalle”

Pubblicato il autore: Simone Braconcini Segui

16b62c9f9f8c37bb76a88d9a60924378-06915-1421183650Deluso per non aver conquistato i tre punti e per la sua prestazione incolore. Ma, ancor di più, si direbbe, per i tanti fischi e gli insulti che gli sono piovuti addosso per tutta la partita dai tifosi del Torino, la sua ex squadra. Non usa mezze misure, un delusissimo Alessio Cerci, per criticare l’atteggiamento dei supporters granata della curva Maratona. Ecco le sue parole: “I fischi della Maratona sono la pugnalata alle spalle che mai mi sarei aspettato”. Fischiato e deriso dai suoi ex tifosi per tutto l’incontro di ieri Torino-Milan, Alessio Cerci scomoda persino un celebre personaggio per esorcizzare la sua profonda delusione: “Martin Luther King diceva che non ci può essere profonda delusione dove non c’è un amore profondo. Allora provo a consolarmi così, lavoro e vado avanti anche stavolta”. Questo lo sfogo che Cerci affida alla sua pagina di Facebook. Il culmine della contestazione nei suoi confronti, ieri all’Olimpico di Torino, c’è stata quando Cerci ha abbandonato il terreno di gioco per essere sostituito. Dalla curva granata e da tutto lo stadio si sono alzati fischi e urla. Davvero un ex poco amato. Nonostante le grandi cose che Alessio Cerci fu in grado di fare con la maglia granata, dal 2012 al 2014.

Leggi anche:  Juventus - Napoli 2-0 le Pagelle: Cuadrado dominante, Ronaldo da record. Insigne stecca

Ricordiamo che quelle due stagioni furono memorabili:  Cerci realizzò in campionato la bellezza di 21 reti in 72 partite disputate. I tifosi granata non hanno perdonato a Cerci l’addio dello scorso anno, quando il Toro fu costretto a cederlo all’Atletico Madrid dopo una stagione da grande protagonista, con 11 reti e 13 assist. Quell’anno Cerci contribuì con le sue prodezze al ritorno in Europa del club. A voler essere ceduto fu proprio il giocatore,  all’ultima giornata di mercato per giunta, da un presidente Urbano Cairo stranito dalle sue continue richieste ma anche ingolosito dalla possibilità di rimpinguare le casse del suo club. E così per Cerci iniziò l’avventura all’Atletico, con più tribune e panchine che partite da titolare. Poi il ritorno al Milan (nonostante un forte interessamento dell’Inter) e l’epilogo di ieri, con i fischi dei suoi ex tifosi del Toro che non lo hanno perdonato. Lo sfogo dell’ala del Milan è comunque clamoroso: quei fischi, Cerci, proprio non se li aspettava, anche perché, nonostante l’addio un po’ frettoloso, era convinto di aver sempre in campo onorato al meglio la maglia granata. Per Cerci sembrano ormai lontani i bei tempi del Toro: il giocatore, dopo quella bella esperienza, non è più riuscito a ritrovare se stesso. Ci sta provando al Milan. Mihajlovic in queste ultime settimane gli sta dando grande fiducia. Addirittura lo ha premiato con una maglia da titolare proprio contro il Torino. Voleva forse, il tecnico serbo, puntare sull’orgoglio dell’ex. Ma Cerci, anche perché non sempre supportato a dovere dai compagni, non ha brillato neppure ieri sera. Per lui, il momento buio, continua. Sottolineato, ieri, dai fischi dei tifosi del Torino. Non c’è che dire: Cerci dovrà fare appello a tutte le sue risorse morali e al suo carattere per uscire da questa “aurea mediocritas” dentro la quale è finito. I primi a sperarlo, sono proprio i tifosi del Milan.

  •   
  •  
  •  
  •